Pubblicato da: chinonrisica | 31 gennaio 2009

Una tredicenne coraggiosa

Kadja ha tredici anni. Per la legge italiana e totalmente incapace. Non può compiere atti che le vengano imputati, nemmeno penalmente.  E’ una bambina. Ma ha un marito trentacinquenne che la reclama e che, in Italia, sarebbe sottoposto a processo penale per violenza sessuale.

Del matrimonio di Kadja sono responsabili i genitori che il Corriere della Sera definisce bene integrati ,con un appartamento dignitoso e lavori in regola.

Solo in apparenza, però, perchè non deve essere sfuggito ai due sciagurati, che nel Paese che li accoglie, le bambine vanno a scuola, studiano e ,più spesso dei loro compagni maschi, si diplomano e si laureano. Ambiscono, le donne, ad un’esistenza  libera e dignitosa, che lasci spazio al lavoro e alla famiglia, che consenta di accedere ad una maternità consapevole e ad una sessualità serena.

Non so che ne sarà di Kadjia, ma se si invoca lo status di rifugiato politico per un assassino come Battisti non credo si potrà rispedire la bimba in una famiglia che ha dato prova di inadeguatezza! Come abbiamo ricordato in tante sul blog, la Spagna accorderebbe a Kadija l’asilo politico in virtù delle persecuzioni di genere.

Staremo a vedere se sarà più forte la tutela pelosa di una tradizione orribile o il senso di giustizia e di umanità che rende raccapricciante affidare una bimba ad un bruto con pretese da marito.


Responses

  1. E’ la storia che perseguita le donne, le bambine, le adolescenti.
    Noi terra dell’Illuminismo vediamo nel 1473,una “bambina” di 10 anni data in isposa a Girolamo Riario, Signore prima della città di Imola e poi di quella di Forlì. Data in sposa al posto della cugina
    Costanza Fogliani, all’epoca undicenne, la quale, secondo alcune fonti storiche, venne rifiutata dallo sposo perché la madre della fanciulla pretendeva che la consumazione del matrimonio avvenisse solo al compimento dell’età legale della figlia, che allora era di quattordici anni, mentre per Caterina, nonostante al momento avesse solo dieci anni, nessuno ostacolò le pretese dello sposo…
    come vedi la storia non insegna niente…continua ripertersi sotto tutte le bandiere…
    A lei è dedicata una ballata del XVI secolo, attribuita a Marsilio Compagnon, che così comincia:
    Ascolta questa sconsolata
    Catherina da Forlivo
    Ch’io ho gran guerra nel confino
    Senza aiuto abbandonata
    Io non veggo alcun signore
    Che a cavallo monti armato
    E poi mostri il suo vigore
    Per difendere il mio stato
    Tutto il mondo è spaventato
    Quando senton criar Franza
    E d’Italia la possanza
    Par che sia profundata
    ‘Scolta questa sconsolata
    Catherina da Forlivo…

  2. Bellissimi e sconsolati i versi che proponi, Aster!
    Quello che non capisco è la soddisfazione di un uomo che decide di avere una bambina come compagna.
    Quale intimità, quale complicità e quale amore può esistere tra esseri così distanti? Mi riesce sempre più difficile, guardando le nostre ragazze e le giovani donne che conosco, immaginarle al servizio di un bruto. ” Moglie sdraiati che ti adopero!” così ,mi raccontava mia nonna, avveniva nelle campagne padane e tra i monti del nostro Trentino. Per l’Occidente qualcosa è cambiato, ma poche voci si levano a difendere la Kadjia di oggi, come la Catherina di allora.

  3. Sai bene che soffro anch’io come te nel sentire queste cose, nel vedere che si ripetono in qualsiasi tempo e sotto tutte le stelle.
    Volesse il cielo che prima o poi le donne possano essere libere di decidere con chi e quando legarsi…ma vedo ancora una lunga strada davanti.

    Io mi sento affrancata da questo giogo, ma quante donne possono ragionare come noi e sentirsi libere come noi…abbiamo sotto gli occhi giornalmente esempi di sfruttamento, di abusi, sia da parte della criminalità sia, ancora peggio forse, nel’ambito delle mura domestiche…
    La donna da tempi immemorabili paga in prima persona per chissà quali delitti

    E’ triste, molto triste… ma è ancora così purtroppo.
    E Kadjia, come Caterina prima di lei…si dovrà …anche se mi auguro vivamente di no …adeguare a quello che hanno deciso essere il suo ruolo.

    Dovremmo veramente fare qualcosa, si DOVRA’ fare qualcosa

  4. Se non ci saranno donne in politica non si farà nulla. Le leggi degli uomini hanno altre priorità e quando proviamo ad alzare la testa siamo ricacciate nell’angolo. O almeno si prova a farlo.
    E’ una vergogna che deve finire.

  5. Purtroppo anche nel nostro evoluto Trentino c’è chi si scandalizza perchè “le donne, anzichè occuparsi di cose femminili, hanno la pretesa di fare politica” e per questo se potesse le eliminerebbe (non in senso fisico ovviamente!).Nonostante i buoni propositi, ho la netta sensazione che per le donne la strada sia ancora lunga ed erta.Comunque lotteremo e cercheremo di fare del nostro meglio per creare un mondo più giusto e meno maschilista,dove nessuno abbia il predominio su qualcun altro.

  6. E’ vero: noi dovremmo occuparci di cucina ed uncinetto.Ma sono la cucina e l’uncinetto che ci rendono forti. Solo chi sa cosa mettere in pentola può governare bene uno Stato.
    E lo dimostreremo.


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