Pubblicato da: chinonrisica | 30 gennaio 2009

Un solicello antico

Una giornata di sole che sembra anticipare la primavera. E’ ancora freddo, ma il profumo è diverso dal solito.  Un azzurro differente, quello del cielo, di oggi, da pastello dell’astuccio di scuola , un azzurro che rallegra il cuore.

C’è tanto lavoro da fare, ma scopro oggi che non sono sola, che la semina è fruttuosa e la fatica non è sprecata. Chissà perchè mi viene in mente il libro delle elementari, con le poesie di Angiolo Silvio Novaro  e Zietta Liù che imperversavano ad ogni pagina.

Ho un grosso pacco di carte da consultare, un intervento da confezionare, anche dei compiti in classe da preparare, ma mi sento leggera, senza la zavorra di questi lugubri mesi invernali. La luna è in Ariete e tra poco è primavera. Chi avrebbe detto molti anni fa, che avrei gustato la poesia del solicello di febbraio con tanta gioia e partecipazione?

Solicello di febbraio
che sorridi lieve lieve,
sulle siepi e sulle case
già si liquefa la neve.
Dopo i giorni oscuri e tetri,
il tuo raggio com’è gaio,
com’è dolce il tuo tepore,
solicello di febbraio.
 Tu riscaldi i poverelli,
solicello chiaro e mite:
più non tremano gli uccelli
sulle piante intirizzite
e i vecchietti freddolosi
siedon già sulle panchine,
mentre sciàmano d’intorno
variopinte mascherine.
Solicello di febbraio,
già la livida bufera
si allontana e cede il passo
alla rosea primavera;
già si schiudono le gemme,
canta il passero sul tetto,
solicello di febbraio,
solicello benedetto!

 

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Responses

  1. Ho più di 60anni e ricordo benissimo quei versi imparati a scuola prima ed insegnati poi da maestro ai miei piccoli alunni di una pluriclasse!…che bei ricordi…misti alla tristezza di sapere che la nostra scuola dell’obbligo è caduta così in basso, anzi… “scaduta” come un medicinale che nn può più essere usato!…Eppure fra i tanti colleghi ancora in servizio ci sono persone serie e capaci che potrebbero risollevarne le sorti se solo la Politica( e le famiglie) si curasse( curassero) della crescita umana spirituale e professionale dei cittadini del nostro( soprattutto… loro…) DOMANI!
    Grazie Signora Giugni per questa pagina poetica e romantica insieme!
    Alfredo

  2. Grazie a lei, signor Alfredo! Ho nostalgia di quella scuola e non perchè anch’io ho più di 50 anni.
    Siamo soli, a scuola. Famiglia e politica pensano di poter fare a meno della poesia e del sapere, dell’autorevolezza e delle regole ,chiare ed amorevoli, dei maestri e dei docenti. Quelli che mettevano il cuore nel loro impegno. Impegno che molti vorrebbero profondere anche ora.
    Con scarso seguito e scarsa fortuna.


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