Pubblicato da: chinonrisica | 17 gennaio 2009

Polveri sottili e cervelli piatti

 

Dal blog di Carlo Costantini,idv Abruzzo, invio un articolo sull’incenerimento dei rifiuti.Argomento che aleggia, mai nominato,nel dibattito per le elezioni comunali .

Si parla di persone (uomini, per lo più, tanto per non sbagliare), ma mai di ciò che andranno a fare. Per IdV, senza comunicare  nulla al consigliere in carica, c’è chi trama per una lista unica con i Leali. A dispetto di quanto affermato dal Commissario, gli strateghi del partito sono al lavoro. Nei bar, nelle palestre, negli angiporti, se ci fossero. Cioè in tutti i luoghi in cui si decidono, democraticamente, le vicende di un partito politico. Una coalizione vincente, che porterebbe l’asse dei liberali in Provincia, con IdV, e in Comune, con i Leali. Tutto molto chiaro.  tutto,però, all’insaputa del partito. E la chiarezza che gli iscritti reclamano a gran voce sul sito di IdV? Qualcosa a me ,almeno,è chiaro. Dolorosamente trasparente. 

 

Non sono io, ma sono medici, scienziati e ricercatori di tutto il mondo a denunciare la pericolosita’ per la salute degli inceneritori. Leggete di seguito cosa ha dichiarato in proposito la Federazione Italiana dei Medici di medicina generale sugli inceneritori di “ultima generazione”:

Gli inceneritori di ultima generazione con le loro alte temperature nei forni contribuiscono grandemente alla immissione nell’ambiente di polveri finissime che costituiscono un rischio sanitario ben più grave delle note polveri PM10. L’incenerimento dei rifiuti, fra tutte le tecniche di smaltimento, è quella più dannosa per l’ambiente e la salute umana. Gli inceneritori producono ceneri (sono un terzo del peso dei rifiuti in ingresso e si devono smaltire in discariche speciali) e immettono nell’atmosfera milioni di metri cubi al giorno di fumi inquinanti, contenenti polveri grossolane (PM10) e fini (PM2,5) costituite da nanoparticelle di metalli pesanti, idrocarburi policiclici, policlorobifenili, benzene, diossine, estremamente pericolose perché persistenti e accumulabili negli organismi viventi. Queste “nanopolveri“, sfuggendo ai filtri dell’inceneritore, non vengono nemmeno rilevate dagli attuali sistemi di monitoraggio delle emissioni degli inceneritori e non sono previste dai limiti di legge cui gli impianti devono sottostare. Inoltre a fronte di emissioni cancerogene identificate da tempo dai ricercatori (diossine, furani, metalli pesanti) gli inceneritori emettono centinaia di sostanze di cui è sconosciuto l’impatto sulla salute umana, così come risultano non ancora indagati gli effetti della combinazione di vari inquinanti. La combustione trasforma anche i rifiuti innocui, come imballaggi e scarti di cibo, in composti tossici e pericolosi, sotto forma di emissioni gassose, polveri fini, ceneri volatili e residue che richiedono costosi sistemi per la neutralizzazione e lo stoccaggio. Perciò è opportuno che si incentivi una politica della produzione, raccolta differenziata, riciclaggio, recupero per i rifiuti. Le micro e nanoparticelle, prodotte in qualsiasi modo, una volta entrate nell’organismo innescano tutta una serie di reazioni che possono tramutarsi in malattie. Le forme patologiche più comuni sono le forme tumorali, ma ci sono anche malformazioni fetali, malattie infiammatorie allergiche e perfino neurologiche. Si tratta di particelle inorganiche, non biodegradabili né biocompatibili. Se è vero che la natura è produttrice di queste polveri (vulcani), è pure vero che le polveri di origine naturale costituiscono una frazione minoritaria del totale che oggi si trova in atmosfera. È l’uomo il grande produttore di particolato, soprattutto quello più fine: più elevata è la temperatura alla quale un processo di combustione avviene, minore è la dimensione delle particelle che ne derivano. Ogni processo di combustione produce particolato. L’incenerimento dei rifiuti è il sistema più costoso per lo smaltimento dei rifiuti e tutti gli italiani, a loro insaputa, pagano generosi incentivi a suo sostegno. Il 7% dell’importo della bolletta elettrica che pagano è devoluto, sotto forma di sussidi, anche alla costruzione degli inceneritori: basta prendere una fattura dell’ENEL e sul retro, nella parte delle varie voci e costi per leggere: “Componente A3 – Costruzione impianti fonti rinnovabili”. La somma che compare a fianco va devoluta ai gestori di inceneritori di rifiuti perché, fra le varie fonti energetiche rinnovabili non fossili quali l’eolica ed il solare, la legge assimila anche quella ricavata dall’incenerimento di ogni tipologia di rifiuti urbani ed industriali. Oltre a questa fetta di incentivi prelevati dalle tasche degli utenti, i gestori degli inceneritori ricevono, da parte dello Stato, altri sussidi. L’Italia è l’unico Stato europeo che finanzia l’incenerimento dei rifiuti. Tutti gli altri Stati membri (Austria, Belgio, Danimarca, Germania) impongono ai gestori di inceneritori di pagare una tassa per ogni tonnellata di rifiuti bruciati, disincentivando l’incenerimento dei rifiuti.

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