Pubblicato da: chinonrisica | 14 gennaio 2009

Fugit, inesorabile, tempus

Sempre più donne partoriscono, lo dicono i dati più recenti, con il cesareo.

Quello che prima era necessità indesiderata oggi è metodologia ambita.

“Nessuno più ha tempo di seguire un lungo travaglio” così si giustificano i medici interpellati sulle cause di questo fenomeno. ” E sono le stesse donne a chiederlo nella maggioranza dei casi”.

Il dolore spaventa e fa arretrare da ogni esperienza che possa prevederlo.

 Ci spaventano la nascita, la difficoltà della vita, la complessità dei rapporti e la morte, nella sua cruda ineluttabilità.

E corriamo, nel nostro labile spazio, per dimenticare che anche la riflessione può costare dolore. La frenesia e la fugacità dei nostri  rapporti sono la prova che non ne apprezziamo la profondità, anzi la fuggiamo, perchè ogni rapporto che nasce oggi, domani potrebbe perdersi, e di ciò potremmo soffrire.

Piccole marionette in balia di burattinai. Ci fanno dimenticare che il dolore può anche far crescere e che dal dolore, sicuramente, siamo nati.

Ogni madre conosce l’intensità dell’emozione che deriva dalla nascita consapevolmente vissuta, del proprio figlio.

Anestetizzarne gli spasmi non riduce certo l’amore o il coinvolgimento, ma credo, non ci abitua all’attesa e alla partecipazione.

Non avere tempo per gli affetti e per la “biologia” della vita ci impoverisce e ci rende sempre più indifesi davanti a quegli spazi che, inevitabilmente, la natura stessa si riprenderà: la vecchiaia, la morte, la malattia.

“Non avevo mai tempo per te, per noi, per la nostra famiglia. C’era il lavoro e l’ostentazione del lavoro, gramigna da falciare, raccolti da cogliere. E sfide da accettare”

Roberto Mistretta- Sordide notti infernali-

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Responses

  1. Il fatto che si deve considerare e’ che noi guardiamo sempre alla “medicina” come ad una scenza esatta.
    Essa invece e’ ben lontana dall’esserlo, e questo anche per fortuna nostra perche’ altrimenti non ci sarebbero nuove scoperte di farmaci ne’ perfezionamenti o nuove tecniche chirurgiche per curare i nostri mali e la vita media non si sarebbe cosi’ allungata.
    Dal giuramento di Ippocrate sono infatti passati 2439 e la medicina …ripeto …ben lungi dall’essere una scenza esatta… ha fatto pero’ passi da gigante.
    Questa premessa è per dire che nel corso della sua evoluzione, la medicina segue “correnti di pensiero” legate allo sviluppo della vita sociale del momento.
    Vedi…le varie teorie sull’allattamento o meno al seno materno, sullo svezzamento prima anticipato ai 3 mesi di vita… riproposto poi fino a circa 8/9 mesi…ora di nuovo anticipato…
    Tonsille…anche loro, intorno agli anni ’60, via alla seconda tonsillite…ora forse si tergiversa un po’…

    Per quanto riguarda il parto siamo passate e passeremo ancora… attraverso varie fasi storiche, quella in cui in cui il parto “auspicato” era quello con la partoriente in una bella vasca piena d’acqua in modo da non traumatizzare il nascituro …poi si sono provate varie tecniche per il parto indolore….a volte osteggiate perchè era stato detto che la donna doveva partorire con dolore….
    Ora il tempo per il parto naturale e’ considerato quasi un “lusso”, soprattutto per donne che hanno delle respondabilità “pubbliche” e di lavoro.

    Si sta pero’ ora ricominciando a parlare del ritorno al parto in casa….

    …vedi quindi che dal 430 A.C. anno del famoso giuramento…di cqua sotto i ponti ne e’ passata e ne passerà ancora….
    Chissà cosa faranno i nostri e le nostre figlie !!!

  2. Chissà perchè le fasi dela medicina passano spesso sulla pelle delle donne:parto, allattamento, dolore….per non parlare della contraccezione.
    Siamo soggetti da esperimento, talmente variegate ed interessanti che tutto passa attraverso di noi.
    Ma la donna resta sempre la stessa e il sentire non cambia con le teorie mediche. Per questo mi piacerebbe che una parola definitiva fosse detta, per scongiurare il pericolo dell’aleatorietà.


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