Pubblicato da: chinonrisica | 2 gennaio 2009

La polvere sotto il tappeto

C’è sempre una consultazione elettorale alle porte. C’è sempre un problema più urgente o una crisi che sposta l’attenzione dei mezzi di informazione e calamita gli interventi dei politici.
Appena archiviate le elezioni provinciali, già quelle comunali di Trento, (ma anche di Mezzolombardo e Pergine) incombono. E con esse i programmi elettorali.
Che per dare risposte ai bisogni della gente, devono essere onnicomprensivi.
Da un pezzo, ormai, gli elettori hanno capito che spesso i programmi dei diversi partiti  si assomigliano. Chi non vorrebbe città più sicure, mezzi pubblici efficienti e benessere diffuso?
Ma il momento è particolare,  tale per cui le scelte non possono essere rimandate o elegantemente evitate. E’ ora che le forze politiche di maggioranza e di opposizione dicano davvero che cosa vogliono fare dell’ambiente in Trentino.
Tante micro-scelte di valore non otterranno risultati se incombe, sul futuro dei nostri figli, sulla salubrità dell’aria, sulla qualità delle colture e sull’eccellenza dei vini,sul valore degli immobili,sul sistema turistico in generale il rischio ,sempre più concreto, della diossina liberata dall’inceneritore di Ischia Podetti.
Le dichiarazioni di intenti, le conferenze, le parole saranno simulacri vuoti quando la politica, nonostante  il dissenso dei cittadini, di molti cittadini,avrà realizzato il suo progetto.Sono una miriade, ormai, i dati a disposizione, forniti delle tante organizzazioni ambientaliste. Ma , tanto per non dimenticare, è meglio ribadire che l‘inceneritore  produrrà un 25% di scarti tossici e fumo mentre la raccolta differenziata produce, e produrrà, uno scarto del 20% non tossico. E nessun fumo. 
.E’ meglio ricordare, poi, che a Brescia, in 10 anni, da quando cioè funziona l’inceneritore, il rifiuto indifferenziato da smaltire è sempre rimasto pari a 1,1 Kg/giorno/pro capite, esattamente come in Campania.
Perchè punire l’aumento della differenziata, indiscutibile in tutto il Trentino, con la costruzione dell’inceneritore di Ischia Podetti?
Il mondo della politica dovrebbe interrogarsi, ed umilmente rispondere, sulla trasversalità del dissenso. Respirano tutti gli esseri umani, di destra e di sinistra. E tutti, senza distinzione di colore politico, si ammalano e muoiono.
La polemica è ormai talmente radicalizzata da diventare scontata e stucchevole, ma il pericolo costituito dalle nanopolveri, genotossiche ed invisibili, non può essere misconosciuto.
Se è vero che  anche le auto inquinano ( e che l’inceneritore sarebbe solo un piccolo ingrediente in più, aggiunto alla sbobba micidiale che ci tocca respirare), perchè affannarsi a diminuire il traffico, a migliorare la qualità delle auto in circolazione?
Giovanni Sartori ci invita a non “struzzeggiare” con l’ambiente: saremmo comunque perdenti.
Se il compito della politica è quello di scegliere al meglio per il bene di tutti, un ripensamento sul tema dell’inceneritore non potrà che essere la prova tangibile del cambiamento di rotta che i Trentini si meritano e che il resto d’Italia potrebbe davvero ammirare come “eccellenza”.
Non è il fuoco purificatore dei nostri antenati che ci libererà. La combustione nasconde la massa dei rifiuti,ma non elimina, bensì moltiplica il problema. Lo rende invisibile ed insidioso.
Una società evoluta e preoccupata del proprio avvenire elimina alla fonte la produzione del superfluo pericoloso, con abilità innovativa e coraggio.
La polvere residua della pira che sorgerà sulla soglia di casa non si potrà nascondere sotto il tappeto.
 
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Responses

  1. Ebbene, sembrerebbe che l’Ufficio Complicazioni Affari Semplici, continui ad essere sotto organico…infatti non si capisce bene perche’ non si affrontino i problemi per semplificarli piu’ che per complicarli. La polemica sull’inceneritore e’ ormai annosa.
    Non la vuole nessuno, nemmeno i Paesi che ci si affaccerebbero direttamente sopra (vedi Fai della Paganella).
    Per contro bisogna pur eliminare i rifiuti…grande problema dei giorni nostri che non sembra risparmiare nessuno.
    Come fare? Il problema esiste solo in Italia? Sinceramente al momento non ho una risposta. Certo, bene sarebbe studiare i metodi dei Paesi che sono piu’ preparati ed avanti di noi…sia per qunto riguarda le energie alternative sia per questi piu’ “sporchi” problemi.

  2. La risposta ci sarebbe. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Incenerire è rapido, ma non indolore. Per noi e per i nostri figli e nipoti.
    Ma studiare alternative costa intelligenza e buon senso: merce rara in Trentino, fra gli uomini al potere….


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