Pubblicato da: chinonrisica | 21 dicembre 2008

Le primarie non sono secondarie!

Libertà è partecipazione.

Quanta acqua è passata  sotto i ponti da quando Giorgio Gaber cantava questo inno all’unica vera forma di libertà garantita dalla nostra democrazia!

Ma nella politica italiana( e trentina) la democrazia tende a rattrappirsi,ad apparire più che ad essere, a mostrare un volto stanco, una trama consunta.

I partiti hanno occupato il Parlamento e hanno snaturato la sua origine di assemblea rappresentativa del popolo.

Ora le segreterie politiche decidono  le candidature e delineano, ancor prima del voto, i contorni dell’apparato “elettivo”. I partiti, però, sono associazioni private che poco hanno obbedito all’obbligo costituzionale di garantire, al loro interno, un assetto veramente ( non solo apparentemente) democratico.

Esistono perciò associazioni private, dalla democrazia interna non sempre cristallina, che decidono le sorti della rappresentanza popolare.

Ma allora, libertà è davvero partecipazione? A che cosa? Che cosa resta ad un popolo sovrano che non sceglie i rappresentanti, che subisce l’impunità dei massimi livelli istituzionali, che soffre sotto i colpi di un’economia globalizzata e fuori controllo?

Forse l’ opportunità di sentirsi protagonista di una scelta, con le cosiddette primarie.

Si tratta di elezioni che, in Italia, non hanno alcun valore legale,( tranne un piccola presenza nella legislazione regionale toscana).

Consentono, però, ai cittadini che conservano il gusto dell’agorà, di dire la loro ai partiti a cui sono iscritti o per cui simpatizzano.

Questi ultimi, però, non sempre sono d’accordo. Spesso scelgono di essere gli unici a scegliere: anche se poi i dati elettorali parlano di percentuali di affluenza al voto sempre più basse. Qualcuno si sentirà legittimato alla rappresentanza anche se ad averlo eletto sarà la maggioranza di una esigua minoranza.

Le vittorie di Pirro  della democrazia sono sconosciute a molti esponenti politici, a cui basta  aver ottenuto un posticino per sè, con buona pace della pienezza e profondità del consenso o del malessere evidenziato dall’astensione.

Libertà è partecipazione: ma allora perchè snobbare l’importanza delle primarie? Nei momenti in cui impazzano sondaggi, anche on line, interventi sui blog e banchetti per raccogliere firme su petizioni e referendum, perchè non lasciare spazio alle opinioni dei cittadini di Trento sulla scelta del loro futuro sindaco?

Trentini che non hanno avuto la possibilità di scegliere i loro parlamentari, che ne  hanno avuta pochissima in occasione delle elezioni provinciali, potrebbero dire la loro sul nuovo primo cittadino.

Che potrebbe essere senza dubbio, per una coalizione di centrosinistra, il sindaco reggente Alessandro Andreatta, forte, però, di una legittimazione popolare preventiva , di un confronto con altri possibili candidati  che lo renderà più forte. Candidato dei cittadini e non solo dei partiti politici.

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