Pubblicato da: chinonrisica | 30 novembre 2008

Chi trova un amico…..

Ho messo, in questo blog, pensieri e riflessioni di un periodo difficile. Anzi, questo blog è nato da un periodo difficile.

Lo è sempre quando le certezze vacillano e senti di aver costruito sulla sabbia. A distanza di dieci anni mi ritrovo ancora a ricominciare: amicizie dei trent’anni che sfumano, quelle dei quaranta che deludono, quelle dei cinquanta che  diventano( o sono sempre state?) autentiche coltellate.

Non è da me arrendermi o indietreggiare, ma è umano essere  ferita da quello che pareva incomprensione e si è rivelata cattiveria autentica e premeditata.

Perchè succede? Quale forza superiore alla gioia dell’intimità del sentire e del condividere può spingere a tradire la fiducia? Se qualcuno, tra i pochi lettori di questo post ,che lancio come un messaggio in una bottiglia, sa rispondere lo faccia, per favore.

A cinquantuno anni suonati mi sono illusa dell’autenticità di un sentimento e ne sono uscita a pezzi. Non parlo di amore, sarei scontata.

Ma il cameratismo e la fratellanza, la confidenza e la stima, il riconoscimento dell’altro e la sua valorizzazione sono possibili? Possono esistere insieme, uniti nel denominatore comune di un’amicizia che vada sopra ogni altra cosa?

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Responses

  1. Ho letto il tuo post di oggi e ne sono rimasta molto colpita!
    Sono parole, pensieri e sentimenti molto duri, taglienti e dolorosi….soprattutto per te che le hai scritte.
    Non credo c’entri l’eta’. Io ho imparato che gli ideali, le amicizie, gli affetti …se non proprio quelli piu’ vicini della famiglia….bisoga considerarli sempre con un po’ di distanza, non ci si puo’ immergere…puoi uscirne scottata, pensando magari che sia un bagno ristoratore, ti trovi invece in un bagno bollente e ti risvegli con delle brutte ferite…..come da un brutto incubo.
    Bisognerebbe riuscire a riconsiderare giorno per giorno sia “il cameratismo, la fratellanza, la confidenza, la stima, il riconoscimento dell’altro e la sua valorizzazione” (come dici tu), purtroppo e dico proprio PURTROPPO, in base a quanto
    percepisci di aver dato quel giorno ed in base a quanto pensi di aver ricevuto in contropartita. E’ un discorso “ragionieristico” che non mi appartiene come carattere, ma che purtroppo (di nuovo) credo di consolidare nella mia mente giorno per giorno.
    L’interesse (culturale), la passione (per qualsiasi cosa, sia essa arte sia lettura, sia politica) e l’amore per gli altri, la fiducia che nutriamo nel nostro prossimo piu’ vicino e con cui siamo stati a contatto, come nel tuo caso, per molti anni, puo’ renderci poco obiettivi durante il cammino.
    Il farci capire che quelli nei quali avevamo creduto, avevamo dato la nostra stima ed il nostro supporto …a nostro avviso non lo meritano…. e’ veramente uno schiaffo che ferisce piu’ di qualsiasi mala parola.
    Dovrebbero poter co-esistere cose che in un Amicizia con la “A” maiuscola vadano sopra ogni altri cosa.
    Ma quello che forse non hai considerato e’ che in questo discorso tu vuoi accumunare interessi che vanno oltre ad una “semplice” amicizia, coinvolgono il farsi un nome, una strada in un certo percorso “pubblico”.
    Questo credo sia il bandolo della matassa.
    Mi fermo qui per ora, anche se ci sarebbe ancora molto da dire.

  2. Dici tante cose sagge, cara Aster, che condivido, soprattutto alla luce dell’esperienza appena trascorsa.
    E’ tipico del mio carattere prendere sul serio e con entusiasmo gli eventi e le persone, e, spesso, uscirne scottata. Ma mai come ora.
    Ho sempre creduto che l’Amicizia dovesse trascendere gli interessi, tutti gli interessi.
    Ma la colpa è mia. Non c’è amicizia in politica: solo voglia di emergere a scapito di chiunque e comunque.
    Per questo credo che la politica piccina che viviamo non piaccia alle donne. Non siamo perfette, ma abbiamo obiettivi di gestione e non di potere fine a se stesso. Per tradizione ed ancestrale abitudine siamo concrete. Può interessarci la ricchezza, ma non l’apparire ricche, la possibilità di risolvere, non il semplice apparire potenti.
    Mi pare davvero miserrimo fingere amicizia per catturare una piccola, ininfluente porzione di visibilità, un “poterino” provinciale di nome e difatto!.Parleremo anche di questo. Torna presto.


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