Pubblicato da: chinonrisica | 22 novembre 2008

Bonus malus

Il Natale della crisi si avvicina. Gli operai del Comune stanno adoperandosi per appendere le luminarie, perchè tutto sia in ordine per l’exploit del mercatino; nei negozi si allestisce la grande abbuffata di merci, in gran parte inutili , che svuoteranno i portafogli e renderanno ancora più avvilenti le giornate post-festive.  

Per le famiglie meno abbienti, il Governo ha promesso un bonus( l’ennesimo: bonus bebè, bonus scuola, bonus Natale….)e Giannelli, sulla prima pagina del Corriere di oggi,ne delinea abilmente i contenuti.

Ma quale economia può andare avanti a forza di bonus? Terminato l’effetto dell’inattesa mercede, le famiglie saranno ancor più sole di prima( almeno fino al prossimo bonus) e il bilancio dello Stato si sarà alleggerito.

La crisi richiede decisioni forti e coraggiose. Una piccola somma elargita una tantum a coloro che hanno elevata propensione al consumo non allevia il disagio di chi  la riceve e costa molto a chi la elargisce.

Inoltre i problemi delle famiglie( nel senso economico e non giuridico del termine), non si presentano solo a Natale: purtroppo incombono con costanza e colpiscono un po’ tutti.

Obbligare le banche a rinegoziare i termini dei mutui, fissare un tetto temporaneo, ma obbligatorio, alle tariffe delle assicurazioni, ampliare il mercato degli alimentari, incentivando  nuove licenze di ambulante, liberalizzare le piccole collaborazioni( baby sitter, colf ad ore), con contributi bassi o con assicurazioni forfettarie, tagliare drasticamente le pensioni d’oro, stabilendo il divieto di cumuli di indennità di ogni tipo….Se il male è grave e profondo i rimedi devono essere decisi e risolutivi.

I diritti acquisiti non possono andare a scapito di coloro che non ne acquisiranno mai.

Se penso al futuro dei ragazzi che oggi sono studenti o neo-laureati, mi chiedo che Paese abbiamo preparato per loro. Come in un rigurgito di Medio Evo abbiamo folle depauperate e plaudenti, masse poco alfabetizzate e prive di garanzie, sudditi a cui si elargisce qualcosa in prossimità della festa, per scaricarsi la coscienza.

La poca attenzione al futuro, la scarsa solidarietà tra generazioni e tra categorie, l’immobilismo sociale sono i mali del nostro oggi. La crisi economica li rende più evidenti e terribili.

Ma forse offre uno spunto di riflessione, un tentativo, pur se forzoso, di sobrietà di intenti e di azioni.

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