Pubblicato da: chinonrisica | 4 novembre 2008

Esha e noi

E’ successo di nuovo, e temo che il silenzio calerà presto su questa vicenda.
In Iran, un’attivista impegnata a difendere i diritti delle donne è stata arrestata e rinchiusa in un carcere di massima sicurezza, gestito dalla polizia segreta del regime.
Esha Momeni è cittadina iraniana e statunitense. Era tornata a Teheran per registrare interviste e contribuire alla raccolta di un milione di firme per sostenere una svolta legislativa a favore dei diritti di uguaglianza delle donne.

Esha si era unita alla campagna”cambio per l’uguaglianza” sostenuta da Amnesty International e da altre organizzazioni umanitarie occidentali.

L’arresto è avvenuto più di due settimane fa, e Amnesty lancia l’allarme sul fatto che , da allora, la donna si trova in isolamento e, come molte altre arrestate e arrestati per aver manifestato pacificamente per i diritti umani, non ha avuto la possibilità di parlare nemmeno con un avvocato.

L’ordinamento giuridico iraniano consente ai giudici di prorogare gli arresti a tempo indeterminato, in base ad accuse generiche come la “minaccia alla sicurezza nazionale”.

Amnesty chiede la modifica delle leggi discriminatorie che, tra l’altro, escludono le donne dall’accesso alle più importanti cariche dello Stato e dalla nomina a giudice, negano l’uguaglianza in materia di matrimonio, divorzio, custodia dei figli ed eredità. Leggi che stabiliscono, inoltre, che in tribunale la prova presentata da una donna valga la metà di quella di un uomo.

L’arresto di Esha Momeni  e la sua permanenza in quel carcere in cui fu rinchiusa anche la fotografa canadese di origini iraniane Zahara Kazemi( che ne uscì in coma e poi morì), non induce a credere che il regime iraniano vorrà accogliere l’appello di Amnesty e dell’Occidente.

Ma l’Occidente è davvero privo di colpe? Nel nostro microcosmo trentino, siamo certi di aver realizzato condizioni di uguaglianza sostanziale?

Guardo i faccioni spalmati sugli spazi elettorali e mi rispondo di no.

Sono tutti uomini i candidati alla presidenza della provincia, sono tutti uomini i suadenti, ipersorridenti sollecitatori del nostro voto.

Sono tutti uomini i segretari dei partiti che hanno pianificato l’ennesima campagna  della captatio benevolentiae, dei pranzi elettorali, dei brindisi clandestini per soli maschi( ma che vogliono, le donne, la politica la facciamo noi!).

Spero che il voto femminile punisca questi atteggiamenti da harem saudita e faccia uscire le candidate, quelle vere, dal silenzio e dalla solitudine di un carcere metaforico, ma non meno ingiusto di quello in cui, ancora oggi,  Esha sta soffrendo.

 

 

 

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