Pubblicato da: chinonrisica | 20 ottobre 2008

da Kioto al Primiero, senza amore

Assomiglia ad una beffa e sarebbe comico se non fosse tragico. Mentre il Presidente del Consiglio cerca di dilatare i tempi per l’applicazione del trattato di Kioto, nel Primiero franano le Pale di S.Martino.
Lo scorso anno si è celebrato il decennale del protocollo sull’ambiente, ma l’Italia, pur essendo tra i  Paesi sottoscrittori, non è virtuosa in materia di politiche ambientali.
Come se l’aria che respiriamo non ci riguardasse o fosse soggetta a confini nazionali.
Il trattato impone agli Stati che lo hanno sottoscritto e ratificato,di tagliare le emissioni di gas serra del 5% rispetto ai livelli del 1999 entro il 2012. Per l’Italia sarebbe necessario, nel 2012, ridurre le emissioni di gas serra del 6,5%rispetto al 1990.
Basti pensare che ad oggi sono aumentate invece del13%..
L’effetto serra,secondo alcuni studiosi, sarebbe persino all’origine della vita sulla terra.Ma l’effetto serra “cattivo” quello generato dall’uomo, è conosciuto con questo nome sin dal 1837 e il premio Nobel svedese Arrhenius, all’inizio del secolo scorso, calcolò che un raddoppio dell’anidride carbonica atmosferica avrebbe aumentato la temperatura della terra di vari gradi centigradi. Quel che sappiamo, e che possiamo constatare, è  che la crisi economica in corso non renderà facile rispettare  gli accordi, soprattutto per le spinte delle potenti lobbiers dell’acciaio e dell’industria pesante.Il Governo  Berlusconi oggi si dichiara sostenuto, nella sua richiesta di moratoria, da paesi come Polonia, Ungheria, Estonia, Romania, Bulgaria
Si tratta di Paesi non certo in prima linea nella difesa dell’ambiente e ci si chiede perchè mai non si fa riferimento, invece, alle politiche più virtuose di Francia e Spagna.
Il fronte di coloro che spingono per una frenata sul rispetto pieno del protocollo di Kioto è vasto e comprende anche esponenti del centrosinistra all’opposizione.
Da qualunque parte la si guardi, il tentativo di rispettare i parametri relativi al contenimento di anidride carbonica nell’aria è limitato alle buone intenzioni.
I governi succedutisi negli ultimi vent’anni non hanno avuto cura di salvaguardare l’ambiente come risorsa di tutti, trattando l’aria e l’acqua come res nullius, più che come patrimonio da salvaguardare per le generazioni future.
Se un appunto può muoversi ai principi fondamentali della nostra Costituzione è proprio quello di non trattare l’ambiente, ma solo il paesaggio come bene da tutelare. Le associazioni naturalistiche hanno portato, negli anni ’60, al riconoscimento degli interessi diffusi dei cittadini proprio partendo dal diritto  di ognuno a vivere in un un ambiente salubre , ma oggi la fame di lavoro e lo sviluppo incontrollato dei Paesi di nuova industrializzazione ci fanno dimenticare che gli accordi internazionali hanno a cuore l’aria e l’acqua come patrimonio indisponibile e non rinnovabile. E mentre trattiamo,mentre studiamo, mentre”ci sediamo attorno ai tavoli” il clima cambia, i ghiacciai si sciolgono. E le nostre montagne si arrendono, meno gigantesche ed indistruttibili di quanto si creda.
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