Pubblicato da: chinonrisica | 7 ottobre 2008

Superior stabat lupus

Chi crede che la sola vera violenza sia quella degli insulti e dei brutali pestaggi si sbaglia.

La violenza più subdola e opprimente, quella dalla quale non ti liberi con l’arrivo dei Carabinieri, è quella del mobbing. Mobbing lavorativo, politico e familiare. La tendenza a fare gruppo escludendo qualcuno per consolidare le dinamiche del gruppo stesso è nota in psicologia: è la tecnica del cosiddetto capro espiatorio.

Suppongo che possa essere fatta risalire a dinamiche biologiche, ma se è vero che l’essere umano si distingue dall’animale per l’intervento di una presunta educazione, allora dovremmo esserci liberati di questa odiosa realtà.

Invece essa prospera, con il solo intervento salvifico di qualche sentenza della magistratura più illuminata.

La tendenza a rafforzarsi con l’esclusione di chi si ritiene non sia ,o non sia più, funzionale ai bisogni di un gruppo non è solo crudele, è anche antidemocratica.

Mi piace ricordare ai miei studenti che l’essenza del metodo democratico non è il prevalere della maggioranza, ma il rispetto che quest’ultima dimostra per le istanze della minoranza. lo dice la Costituzione, lo sanciscono i trattati internazionali.

Non c’è democrazia in chi usa le armi del numero per prevaricare, tanto meno ne esiste in chi si avvale di posizioni dominanti per umiliare o marginalizzare. Questo atteggiamento, definito bossing dagli addetti ai lavori, è molto frequente nei leader privi di carisma naturale, che però contano su di un potere acquisito e che sentono in pericolo.

Per difenderci dal mobbing non abbiamo molto. Soprattutto in alcuni campi si tratta di un fenomeno misconosciuto e difficile da accettare.

E’ raro infatti che un sistema sociale accetti di riconoscere che il comportamento prevaricatore di un marito sia frutto della sua scarsa capacità di gestirte un corretto rapporto affettivo. O che un superiore gerarchico sfoghi la sua invidia e la frustrazione con atteggiamenti disincentivanti e in definitiva scorretti.

La richiesta di regole sempre più precise e chiare in ogni campo della vita collettiva( famiglia, luoghi di lavoro, associazioni, partiti politici) risponde a questa esigenza : più regole e meno discrezionalità sono garanzia di correttezza .

Come sempre la legge si pone a tutela del più debole. Sta a noi conoscerla e farla rispettare, proprio perchè non diventi l’ennesimo strumento a disposizione del dittatorello di turno.

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