Pubblicato da: chinonrisica | 5 ottobre 2008

Referendum: FAQ per “gazebisti”

Cari amici, in vista della prossima campagna referendaria,mi sembra utile fornire a tutti le informazioni relative a quanto stiamo facendo. Con coloro già al corrente  di tutto mi scuso, ma credo che alcune domande vi saranno poste, da chi  ci avvicinerà sotto i gazebo. Sarà utile allora, fornire tutti la stessa risposta, alla luce degli avvenimenti, tristi, delle leggi sulla giustizia in Italia. 
Cominciamo da nome. Il LODO è il nome tecnico della sentenza emessa da un arbitro o da un collegio arbitrale.
Oggi è di gran moda definire LODO le leggi in materia di non punibilità di alte cariche dello Stato, perchè nel 2003, Antonio Maccanico,(senatore della Margherita)ebbe l’idea di avanzare un progetto di legge con l’intento di evitare che ,nel semestre di presidenza del Consiglio Europea da parte dell’Italia, il Presidente del Consiglio, Berlusconi, venisse condannato( era in corso il processo SME).
Maccanico avrebbe voluto estendere il beneficio a cinque cariche dello Stato( Presidenti di Camera e Senato, Presidente della Repubblica, del Consiglio e Corte Costituzionale) e chiamò LODO il provvedimento perchè sperava in una negoziazione tra destra e sinistra dei contenuti. Era previsto anche un termine  semestrale alla durata della previsione legislativa.
La maggioranza di governo, allora, fece propria questa proposta, eliminò il termine semestrale e si appropriò in modo strumentale dei contenuti di impunibilità ad opera di Renato Schifani.
Il disegno di legge così approvato, noto come LODO Schifani, presentava, parzialmente, i contenuti del disegno di legge Maccanico, ma non poteva definirsi LODO, visto che mancava totalmente la caratteristica di condivisione dei contenuti, tipica del provvedimento arbitrale. 
Il linguaggio giornalistico, poi, ha fatto il resto.
La legge fu poi dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale, mentre era già pronto il referendum indetto da Italia dei Valori.
Ma Berlusconi, sempre in odore di condanna, ha fatto approvare, nelle prime settimane di legislatura, un nuovo provvedimento di impunibilità: il c.d. LODO Alfano, che salva, questa volta, solo quattro alte cariche dello Stato, facendo scomparire dall’elenco il Presidentedella Corte Costituzionale.
La nuova legge( ancora impropriamente definita LODO, visto il coro di proteste levatosi soprattutto da IdV)), è un po’ diversa dalla precedente e non avrebbe potuto essere altrimenti, dato che non si può riproporre in un testo identico una legge dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale stessa
I processi sarebbero sospesi solo per la durata della legislatura e rimarrebbe inalterata la possibilità di richiedere risarcimenti in sede civile.
Ci chiederanno senza dubbio se questi contenuti sono presenti in altri ordinamenti. In Europa , le Costituzioni greca, portoghese e Francese prevedono immunità per i capi di Stato, mai per cariche governative. In Francia, repubblica presidenziale, l’immunità fu inserita nell’ordinamento, per il Presidente della Repubblica, con una revisione costituzionale e con dibattiti infuocati.
Nelle monarchie di Spagna e  Regno Unito è garantita l’inviolabilità assoluta ai sovrani, ma in questi paesi il capo del governo è regolarmente perseguibile.
Negli USA la legge è assolutamente eguale per tutti. 
Ne consegue che il caso Italiano è un unicum: nessuna democrazia parlamentare simile alla nostra conosce un’immunita come quella contenuta nell’impropriamente detto LODO Alfano per il capo del Governo.E soprattutto nessun ordinamento a Costituzione rigida consente modifiche costituzionali riguardanti l’immunità con una semplice legge ordinaria. 
Sono inoltre palesi la violazione dell’articolo 3 della Costituzione ( nella parte in cui dichiara uguali i cittadini di fronte alla legge senza distinzione di condizione sociale) e il privilegio creato in tempo per difendere Silvio Berlusconi,nell’ennesima riproposizione di una legge ad personam. 
Iniziamo,quindi, il nostro lavoro di raccolta firme invitando i cittadini a sentirsi tali, veramente uguali davanti alla legge. La legge che è la sola a garantirci dai soprusi e dalle scorrettezze di chi si reputa più forte.
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