Pubblicato da: chinonrisica | 22 aprile 2008

25 aprile tra retorica e novità

Si avvicina il 25 aprile e con esso la consueta sarabanda  retorica su chi abbia o non abbia il diritto di festeggiarlo. Quest’anno, in tutta Italia,gli amici di Beppe Grillo organizzeranno una  raccolta di firme a favore di una informazione più libera. E la data è significativa. Potrebbe finalmente iniziare l’epoca della  liberazione dalle cerimonie paludate, retoriche e un po’ schizofreniche organizzate dai partiti politici,  per lasciare spazio a  campagne di sensibilizzazione ad  obiettivi comuni a tutti gli Italiani. C’è davvero bisogno di una ventata di aria pulita e di  una rinnovata civiltà del confronto.In un Paese con crescita zero, risparmio all’osso ed inflazione in crescita non resta che contare sul capitale umano, per sperare in un miglioramento. Si tratta del vero fattore produttivo di uno stato: un popolo onesto, capace, serio e produttivo, informato e tenace può far uscire dal guado anche il più malconcio dei pubblici bilanci. Perchè allora non iniziare a formarlo, questo popolo, premiando e promuovendo i  momenti collettivi  che indirizzano alla conoscenza, alla ricerca e alla tutela della libera informazione? Il Parlamento, di frequente ingessato in discussioni autocelebrative e poco accattivanti, spesso deserto e disertato, dovrebbe imparare dalle manifestazioni popolari che, pur penalizzate dalla sordina imposta dai media, riescono a mobilitare folle bipartisan. La qualità dell’aria che respiriamo, l’inutilità di alcune opere pubbliche, la voglia di leggere ed ascoltare notizie vere, non semplici litanie di dichiarazioni di uomini politici, sono temi unificanti e veri, non “raduni del popolo dei no”. E chiunque si dedichi all’analisi dei fenomeni collettivi non può disconoscere la forza che porta al voto di  protesta, alla raccolta di firme nel tentativo di realizzare referendum abrogativi ed iniziative di legge popolare. La gente non deve essere importante solo quando sventola manifestini elettorali e plaude al leader di turno: il sentire dei cittadini, piaccia o no, è conseguenza delle scelte politiche e culturali di una classe dirigente. Quando centinaia di migliaia di persone si mobilitano occorre chiedersi che cosa succede, dove si è infranta la sintonia tra rappresentanti e rappresentati. Tanto più se ciò avviene nel silenzio, quasi totale, di chi dovrebbe informare e viene contestato per non averlo fatto a sufficienza.
 
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Responses

  1. Ho scritto un racconto sul mio percorso nel meetup di Beppe Grillo, un’esperienza che mi ha lasciato molto perplesso, che mi ha molto cambiato, che mi ha permesso di evidenziare una realtà a me del tutto sconosciuta, dove ho scoperto che inganno e menzogna regnano nella nostra società al di sopra dell’immaginabile.

    Censure, manipolazioni, sotterfugi e lati oscuri nel mondo inquieto ed inquietante di Beppe Grillo …

    http://mondogrillo.net/meetup/la-ragnatela-del-grillo/


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