Pubblicato da: chinonrisica | 6 aprile 2008

194 : generazioni a confronto

Leggo sulle pagine del Corriere della Sera che le giovani donne sarebbero state assenti dalle manifestazioni in difesa della legge 194. Ma come stupirsi se, in un Paese con la più bassa natalità in Europa, le ragazze desiderino difendere il diritto ad essere madri più che quello di abortire?
Il paradosso di un Paese in cui le nascite sono in calo e ci si preoccupa di ridiscutere di aborto è paragonabile a quello di una città con grandi problemi di criminalità, in cui si faccia irruzione in sala operatoria per controllare la regolare applicazione della legge sull’ interruzione di gravidanza.
Le donne italiane, alle prese con la carenza di aiuti domestici da parte dei loro mariti e compagni, con la mancanza di strutture di supporto per gli anziani, con la percentuale altissima di disoccupazione e con la difficoltà a far quadrare il bilancio, si preoccupano molto di più per l’impossibilità di programmare una maternità serena che per la necessità di abortire.
I dibattiti sui temi etici sono appassionanti e trasversali, ma appaiono strumentali quando le sole leggi messe in discussione sono quelle che li riguardano.
Se si prendesse l’abitudine di rispettare le leggi vigenti, o di ridiscuterle senza acredine in Parlamento, sarebbe più facile accettare che le giovani generazioni diano per scontati alcuni diritti acquisiti e spendano le loro energie per imparare a conoscerli e tutelarne l’applicazione davanti a chi ne impedisce l’esercizio sostanziale. Ma, per distogliere l’attenzione dal frigorifero che langue, dallo stato pietoso delle strutture sanitarie e dalla lunghezza delle liste d’attesa, che cosa c’è di meglio che un dibattito sui massimi sistemi?
La legge 194 è una legge dello Stato, che, piaccia o no, è stata confermata da due tentativi di referendum abrogativo. Ma lo è  altrettanto  quella sulla fecondazione assistita, sopravvissuta anch’essa ad un tentativo recente di referendum .E spesso messa in discussione e criticata. Le leggi  vanno rispettate,non occorre scomodare Socrate per ricordarlo. Non possiamo però incolpare i giovani se,con la loro assenza, ci ricordano che a volte  esse rispecchiano esigenze importanti,ma non più prioritarie.
Alle ragazze di oggi, grazie alle lotte di ieri, abbiamo lasciato la gioia di una maternità consapevole, ma, purtroppo, difficile da realizzare.
 Oggi la loro battaglia ,è quella di riuscire a diventare madri con dignità, qualora lo vogliano, non quella di ribadire ostinatamente la libertà di non esserlo. 
 
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: