Pubblicato da: chinonrisica | 4 aprile 2008

TAR in Trentino

Nel pensiero comune, il tribunale è un luogo dal quale, potendolo fare, è meglio restare alla larga.Ci sono, però, tribunali  che tutelano interessi  più o meno vicini alla vita quotidiana di tutti noi. Il Tribunale Amministrativo( quello che nel resto di Italia si chiama TAR) è probabilmente quello che realizza una “giustizia”  di utilità più immediata e diretta, il più nuovo nel panorama  italiano, studiato per realizzare maggiormente una reale esigenza di correttezza e parità tra cittadini e Pubblica Amministrazione. Come difenderci,infatti, in caso di ingiusta esclusione da un concorso, di un trattamento non equo in una procedura di assegnazione di alloggio pubblico, di un’espropriazione contestata? In questi, e in molti altri casi, noi cittadini dobbiamo trovare un giudice imparziale, che valuti  la situazione senza pregiudizi.
I Tribunali amministrativi sono nati per questo, istituiti da una legge,(del 1971), che  concretizzava i contenuti dell’articolo 125 della Costituzione:”Nella Regione sono istituiti organi di giustizia amministrativa di primo grado, secondo l’ordinamento stabilito da legge della Repubblica….”.
Nel 1971 ciò valeva, naturalmente, anche per il territorio trentino.Fu però necessario, per dare contemporanea attuazione anche allo Statuto di Autonomia , (  il cosiddetto secondo statuto di autonomia), creare una sezione apposita per la provincia di Bolzano. 
 L’articolo 91 dello Statuto stabilisce una composizione specialissima della sezione del TAR  di Bolzano, composizione che tiene conto della necessità  di dare adeguata rappresentanza al gruppo etnico tedesco. I componenti infatti devono appartenere, in egual numero, ai due maggiori gruppi linguistici( italiano e tedesco)e la metà dei componenti va nominata dal Consiglio Provinciale di Bolzano.

Le norme di attuazione dello Statuto ( che essendo un testo paragonabile ad una Costituzione ha bisogno di leggi che rendano concretamente realizzabili i principi in esso contenuti ), hanno poi precisato che i magistrati siano sei( tre per ogni gruppo linguistico), che il Governo ne nomini due del gruppo italiano e uno del gruppo tedesco, che tutti i magistrati debbano essere bilingui. Seguono altre complicatissime norme relative ai requisiti dei singoli componenti , al trattamento giuridico ed economico, alle funzioni di presidenza.
Quel che comunque ne consegue è che a Bolzano i requisiti per la nomina a giudice del Tribunale di Giustizia Amministrativa sono differenti rispetto a tutto il resto di Italia. Ciò è previsto dallo Statuto e precisato dalle successive norme di attuazione dello stesso.
Per il Trentino le cose stanno diversamente. Innanzi tutto lo Statuto di Autonomia non prevede nulla in merito ad una speciale composizione del TAR del Trentino. Soltanto le successive norme di attuazione( leggi, come si diceva,  di sola concretizzazione di quelle costituzionali e statutarie) prevedono che ad esso siano assegnati un Presidente e cinque magistrati e che il collegio giudicante sia composto dal Presidente e da due consiglieri. In ciò sono previste due importanti differenze rispetto alla composizione di un qualsiasi TAR.
La prima riguarda i requisiti per l’accesso alla carica di consigliere, la seconda , ben più grave,prevede che  due dei cinque consiglieri siano designati dal Consiglio Provinciale di Trento.
L’inserimento di due magistrati designati dal Consiglio Provinciale ,e quindi di nomina politica, è giustificato dall’intenzione di dare spazio a forze politiche locali, in analogia a quanto avviene per Bolzano. Ma, mentre per Bolzano la partecipazione dei giudici  di nomina politica( comunque discutibile) è prevista da una norma statutaria, che ha valenza costituzionale, nessuna disposizione del genere  esiste per il Trentino.
Il Tribunale di Giustizia amministrativa di Trento si inserisce a pieno titolo  nel comune ordine giurisdizionale amministrativo  italiano, composto da organi di primo e secondo grado,e  non appaiono giustificate differenziazioni , che hanno il sapore di disparità di trattamento. In Trentino, infatti, non vi sono minoranze linguistiche da tutelare, o non vi sono in numero più rilevante che in molte alte località italiane.
In  sintesi, senza nulla da eccepire circa la correttezza della giustizia amministrativa di Trento, si ritiene comunque  che il principio di imparzialità del giudice sia compromesso da una  composizione così anomala, in parte affidata ad una scelta puramente politica e discrezionale.
 Perchè i cittadini trentini devono accettare che, mentre nel resto di Italia esiste una selezione per concorso, a loro debbano toccare  giudici in buona parte scelti dai politici locali?.
La critica avanzata da Italia dei Valori non vuole spingersi a mettere in dubbio l’operato dei singoli giudici, ma a sollevare perplessità sull’operato di un potere politico che ha consentito questo stato di cose.
Il giudice non deve solo essere,ma anche apparire imparziale.
Compito di chi rappresenta i cittadini è agire nel solo, esclusivo loro interesse, eliminando anche solo il sospetto che un interesse di parte possa muovere l’operato di un organismo  nato al solo scopo di risolvere i conflitti tra privati e Pubblica Amministrazione.
Un giudice nominato da una maggioranza politica ( che è poi  quella a cui è affidata la gestione della cosa pubblica ) confonde il controllore con il controllato e riporta tutti noi molto lontano da uno stato di diritto pieno e completo.

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