Riporto questo articolo di Maria Laura Rodota’ che mi vede al 100% concorde. Delusione, scoramento e frustrazione, soprattutto pensando che di donne in gamba ce n’e’ finche’ si vuole ma sempre in posizioni di rincalzo o di subordine o in ogni caso svantaggiate e anche ostacolate …

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Le candidate alle prossime elezioni politiche
Meglio puntare sugli uomini
E’ delusione per le donne presenti nelle liste, sono in poche a convincere

Ammettiamolo. Deludono una via l’altra. Delude perfino Daniela Santanchè, unica femmina dominatrice di questa triste tornata elettorale. Finora icona sadomaso che faceva sperare cuori neri ma anche elettori del Pd (specie nelle regioni col Pdl in bilico, tipo Lazio), si è prodotta in dichiarazioni poi smentite su un’eventuale fiducia a Berlusconi facendo arrabbiare i suoi fans. Delude perfino più del previsto Marianna Madia, giovanissima speranza piddina, rivelatasi agente infiltrata al servizio della Sinistra Arcobaleno: sul cui simbolo è riuscita a spostare svariati voti (specie nel Lazio, dove è capolista) nella sola giornata di ieri, causa intervista al Foglio molto anti-aborto, molto pro-donne spose e madri intente a «riumanizzare la vita disumanizzata».

E poi ci sono le assistenti dei leader; e poi c’è la figliola dell’ex ministro Cardinale; e poi c’è la chirurga estetica di Berlusconi, forse ricollocata causa lavoro usurante; poi c’è la fisioterapista che lo ha curato, poi c’è…C’è che se una potesse scegliere — ovviamente non può, le liste sono bloccate— preferirebbe votare i maschi, sul serio. I soliti, più usurati della chirurga di Berlusca. Ma meno irritanti, e più bravi nel giocare la partita elettorale (tutto è relativo). Fanno arrabbiare i loro oppositori e ancor di più i loro elettori, spesso; meno spesso fanno cadere le braccia, come capita con le candidate donne. E poi, insomma: una donna di destra vecchio stile vota più volentieri la ricca, edonista, politicamente opportunista Santanchè o il verace Storace? Una berlusconiana preferisce l’originale (Vabbé, quel che ne resta dopo gli interventi della dott. Rizzotti) Silvio o il derivato Michela Brambilla? Una donna che è stata di sinistra si tura il naso più volentieri per Uolter o per Marianna? E ancora: un’elettrice di centrodestra laica e antifascista è più contenta di votare l’ex missino Gianfranco Fini, aperto sulle questioni riproduttive, o l’ex femminista ora teocon Eugenia Roccella, al cui confronto il cardinal Ruini è un simpatico sovversivo (lei ha spiegato che i dilemmi bioetici sono vergognosamente considerati dalla sinistra «sul piano dei diritti individuali» mentre ci vuole «una visione antropologica chiara», e niente fregole)? Risposte a piacere.

Sono elezioni per misogine, comunque. Perché le donne eccellenti sono poche, anche qui le solite. E qualcuna, come Emma Bonino, si lamenta perché pochissimo coinvolta nelle iniziative elettorali. Le altre, le nuove, mostrano (a) come, grazie alle liste bloccate, i leader maschi scelgano candidate non in base alla loro capacità e al loro appeal elettorale, ma secondo il loro ideale femminile; e (b) che le elettrici non sono conquistate dalle bellone, dalle madonnine infilzate e neanche dalle dominatrici. Amerebbero votare donne competenti, possibilmente simpatiche, sennò meglio un uomo (intanto l’Italia è l’unico paese occidentale dove circolino catene di sant’Antonio femminili via e-mail in cui si suggerisce di andare al seggio con una D rossa sul petto, una lettera scarlatta di protesta; non siamo messe bene, no davvero).

Maria Laura Rodotà