Pubblicato da: chinonrisica | 23 marzo 2008

Scuola trentina?

Sicuramente per mia colpa deve essermi sfuggito un passaggio: quello per il quale, con buona pace dello Statuto di autonomia e del protocollo d’intesa tra MIUR e PAT, la Provincia di Trento ha assunto, in tema di istruzione ,competenze esclusive. Competenze che le consentono di derogare alle ultime disposizioni ministeriali su quelli che sono stati definiti esami di riparazione.
L’articolo 9 dello Statuto di autonomia elenca ,in modo chiaro e puntuale, le materie oggetto di competenza concorrente e fra queste, al n° 2 , è citata “l’istruzione elementare e secondaria”.
Ciò significa che la Provincia deve rispettare i principi stabiliti dalle disposizioni  emanate nel singolo settore da parte dello Stato.E anche la recente modifica del titolo V della Costituzione, applicabile senza dubbio anche alla Provincia Autonoma di Trento, non ha portato modifiche statutarie in tal senso, dal momento che l’articolo 10 della legge costituzionale 3/2001 si apre con l’espressione”sino all’adeguamento dei rispettivi Statuti.” Adeguamento che non è avvenuto, nè può ritenersi, data l’importanza della materia, che sia avvenuto in modo surrettizio.
Ma se anche, per assurdo, si desse per acclarata una competenza più ampia, esclusiva, in materia scolastica, come impedire che le università accettino gli studenti trentini senza avere dubbi sulla loro effettiva preparazione? Come sfuggire al sospetto che l’attuale andazzo lassista,  che si vuole mantenere e coltivare(  e che esiste anche qui, non lo si nasconda), crei  sospetti sui giovani trentini , studenti della locale università e di  altri atenei italiani? La presunta eccellenza dei  nostri ragazzi non sarà basata sul fatto che nel giudizio sulla prepazione vengono, nel resto d’Italia, inserite anche le scuole  di formazione professionale,  che,in Trentino, sfuggono alla valutazione dei percorsi scolastici statali?
La posizione del ministro Fioroni è uno dei pochi passi significativi di questo tentennante e tremebondo governo e la serietà della scuola dovrebbe essere preccupazione prioritaria di ogni politico. A meno che non si ritenga più giusto mantenere nell’ignoranza le  giovani generazioni, per manovrarle meglio, per comandare senza interlocutori preparati.
L’autarchia e la pretesa superiorità territoriale evocano in me spettri lontani, che vorrei altrettanto lontani dalla scuola dei miei studenti, da quella dei miei figli.
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