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	<title>Blog di Giovanna Giugni</title>
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	<description>&#34;La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile&#34; (Corrado Alvaro)</description>
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		<title>In house&#8230;.</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 18:52:38 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[C'era una volta lo Stato....]]></category>
		<category><![CDATA[New Co.per acqua e rifiuti a Trento]]></category>
		<category><![CDATA[privatizzazioni e crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Sempre meno pubblico]]></category>

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		<description><![CDATA[I meno giovani come me ricorderanno la crisi economica degli inizi degli anni &#8217;90. Qualche economista si spinge a dire che fu peggiore di quella attuale, perchè in ambito europeo coinvolgeva solo il nostro Paese. Un Paese che aveva allora molte partecipazioni in aziende importanti, un po&#8217; come tanti millesimi in un condominio prestigioso. Per [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chinonrisica.wordpress.com&#038;blog=3232929&#038;post=2581&#038;subd=chinonrisica&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I meno giovani come me ricorderanno la crisi economica degli inizi degli anni  &#8217;90. Qualche economista si spinge a dire che fu peggiore di quella attuale, perchè in ambito europeo coinvolgeva solo il nostro Paese.<br />
Un Paese che aveva allora molte partecipazioni in aziende importanti, un po&#8217; come tanti millesimi in un condominio prestigioso.<br />
Per recuperare risorse,e per evitare di sobbarcarsi oneri di ammodernamento delle strutture,i Governi dell&#8217;epoca cambiarono natura alle aziende statali, facendole diventare società di diritto privato.<br />
L&#8217;operazione doveva essere accompagnata da leggi a favore della libera concorrenza, che, piaccia o meno, applicassero completamente le regole di mercato ai settori privatizzati( trasporti, fognature, rete idrica).<br />
Si diffusero le società commerciali per lo svolgimento di funzioni amministrative e per la erogazione di servizi pubblici. Oppressi da un apparato burocratico immane, i cittadini furono in buona parte convinti  che il fenomeno  avrebbe portato all&#8217;efficienza di gestione e alla concorrenza, tipici del mercato. Tutti sappiamo che non è stato così.<br />
Mi rivolgo ancora ai meno giovani: chi può onestamente pronunciarsi a favore dell&#8217;attuale gestione di  Ferrovie dello Stato SpA ( capogruppo di una serie di società di trasporti) rispetto al vecchio Ente Ferrovie , con  treni che non occorreva sempre prenotare e che erano molto più diffusi e frequenti?<br />
Il mito del privato efficiente  ha trasformato il monopolio  pubblico in un oligopolio privato. Senza una vera normativa a tutela della concorrenza e, soprattutto, a tutela dell&#8217;utente.<br />
Dalle privatizzazioni degli anni 90 lo Stato incassò  200mila miliardi di lire, ma il debito pubblico continuò ad aumentare ugualmente. La Corte  dei Conti, in un documento  pubblicato il 10 febbraio 2010 ha elaborato la propria analisi sull&#8217;efficacia dei provvedimenti  di liberalizzazione adottati. Il giudizio,  squisitamente tecnico, evidenzia un andamento positivo delle aziende  privatizzate, dovuto non tanto alla  maggiore efficienza quanto  all&#8217;aumento delle tariffe di energia, autostrade, banche, etc. ben al di sopra dei livelli di altri paesi europei. E alla riduzione del personale. La Corte, sottolineando la mancanza di investimenti  volti a potenziare i servizi, esprime un giudizio netto sulla privatizzazione che:<br />
« evidenzia una serie di importanti criticità, che vanno dall&#8217;elevato livello dei costi sostenuti e dal loro incerto monitoraggio, alla scarsa trasparenza connaturata ad alcune delle procedure utilizzate in una serie di operazioni, dalla scarsa chiarezza del quadro della ripartizione delle responsabilità fra amministrazione, contractors ed organismi di consulenza al non sempre immediato impiego dei proventi nella riduzione del debito »<br />
Oggi , nel pieno di una nuova crisi economica,assistiamo ad una tendenza simile a quella degli anni 90, con il moltiplicarsi delle società   totalmente pubbliche, in gergo tecnico definite “in house” ,create per gestire servizi pubblici.<br />
Lo Stato, ma anche Regioni, Province e Comuni, liberi di autorganizzare i  servizi, possono decidere di affidarli ad un proprio dipartimento, ufficio o struttura, ma  anche ad un soggetto societario “esterno”, sul quale esercitare poi un controllo analogo a quello che potrebbero esercitare al proprio interno.<br />
La società costituita attraverso la decisione dell&#8217;ente pubblico vive poi  di regole private, pur esistendo grazie alla volontà pubblica, al denaro pubblico e per realizzare pubbliche finalità.<br />
Nel nostro sistema giuridico, irto di bizantinismo, questa situazione crea notevoli dubbi interpretativi. Chi controlla e come, l&#8217;attività della società  commerciale“in house”? Dire che lo farà l&#8217;ente pubblico non è sufficiente, essendo lo stesso formato da organismi tecnici e politici, elettivi o nominati, legislativi ed esecutivi&#8230;..<br />
Insomma una pluralità di persone, portatrici del medesimo interesse supremo, quello del cittadino. Mentre la  società commerciale “in house”  tutela un bene diverso: quello dell&#8217;azionista.<br />
L&#8217;azionista è l&#8217; ente pubblico, che riceve un guadagno, pagato dal cittadino: il comune, nel nostro caso, ricava come azionista e inserisce il denaro ottenuto nel bilancio, a favore della comunità. Quindi  si pagherà una tariffa più alta per l&#8217;acqua o per la raccolta dei rifiuti , ma con ciò che riceve dalla società commerciale il Comune “intermediario -azionista” finanzierà altri servizi, a favore della città.<br />
Ciò poteva andare bene in un recente passato, quando non tutti ponevano attenzione ad aumenti tariffari, anche lievi, per i servizi pubblici. Ma oggi ,in balia di una pressione tributaria da film dell&#8217;orrore, accettiamo con minore creanza di finanziare, attraverso le le tariffe, un bilancio pubblico ( statale o comunale che sia) difficile da far quadrare.<br />
Soprattutto quando poi le società “in house” non intendono sottoporsi a controllo puntuale ad opera dei rappresentanti  di un popolo sempre più dimenticato.<br />
Le privatizzazioni “all&#8217;italiana” non sono state un successo, avendo unito gli svantaggi del privato a quelli del pubblico.<br />
I tempi sono maturi perchè, spinti dalla necessità, si arrivi, per i servizi fondamentali, ad una gestione  di nuovo pubblica, trasparente, efficiente e quanto più possibile economica. In omaggio ai principi costituzionali che,  nella loro linearità, hanno il profumo di ciò che è semplice e buono.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/chinonrisica.wordpress.com/2581/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/chinonrisica.wordpress.com/2581/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chinonrisica.wordpress.com&#038;blog=3232929&#038;post=2581&#038;subd=chinonrisica&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Giovanna Giugni</media:title>
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		<title>Cara Italia, mi hai stufato&#8230;..</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 16:58:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chinonrisica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cara Italia]]></category>
		<category><![CDATA[il fatto quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[mi hai stufato....]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta De Monticelli]]></category>
		<category><![CDATA[Uno sguardo desolato sul Paese che amo]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro amico ti scrivo… Ti scrivo per non piangere e per non leggere i giornali, per non andare a passeggiare in riva al fiume, per non rispondere a mio figlio che mi chiede notizie dell’Italia. Ti scrivo per non salire sul tetto e mettermi a urlare in mezzo alla notte» senza neppure la speranza che [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chinonrisica.wordpress.com&#038;blog=3232929&#038;post=2578&#038;subd=chinonrisica&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Caro amico ti scrivo… Ti scrivo per non piangere e per non leggere i giornali, per non andare a passeggiare in riva al fiume, per non rispondere a mio figlio che mi chiede notizie dell’Italia. Ti scrivo per non salire sul tetto e mettermi a urlare in mezzo alla notte» senza neppure la speranza che fa urlare i gatti. Del resto» che cosa resta se non urlare» quando la lingua è ridotta a una melma di non sensi a furia di farle dire tutto e il contrario di tutto. Di usare le parole per riferirsi al loro contrario. Di dire responsabilità e intendere omertà, dire giustizia e intendere impunità, dire rinnovamento e intendere Angelino Alfano, dire legalità e intendere messa al sicuro dei fuorilegge, dire democrazia e intendere consorteria. Non so se a un italiano è capitato di sentirsi così in altri tempi. Ma questa finzione di democrazia ridicolizza anche lo sdegno. Distrugge tutto, compresa la rabbia che affonda prima nella nausea e poi nell’infinita noia, condita dalla melassa dell’universale soddisfazione.</p>
<p>Cannoni e campane, bandiere e campanellino, giuramenti e sorrisi. Una fioritura di ceffi e mammole su una discarica d’infamia, con terzismo e cinismo a far da cagnolini d’onore. Caro amico ti scrivo per dirti quanto spero che tu ti rimetta dal tuo male e scongiuri il mio, quello che incombe, peggiore di tutti – la rassegnazione. Questo paese non è riformabile. Disperare è peccato. Ma quando il trionfo del cinismo e della mediocrità è tale, manca il respiro per ciò che dovrebbe essere più importante del modo in cui si governa un paese – per ciò cui ogni governo dovrebbe servire. La possibilità per tutti di una vita umana: di intravedere almeno ogni tanto lo splendore e lo sgomento d’esser qua, l’altezza e la profondità di ciò che esiste.</p>
<p> Ma dove sono le facce di costoro, le cose più alte non ci sono più. Anche le amicizie si allentano, la voglia di fuggire sempre più lontano è grande. Il senso di un assassinio consumato su ciò che restava dell’eredità comune, diciamo della patria, si fa macchia di lutto in cuore e avvelena tutto. Ogni frase che dico in un’altra lingua è avvelenata dall’invidia che provo per chi ha una patria, o almeno una res publica da onorare. Che significa anche persone di cui avere stima. Perché alla fine anche questo succede: si perde il gusto della stima come sentimento in generale. La si perde anzitutto per se stessi, perché chi non è colpevole se questo paese è ridotto così. Cosa ho fatto dei miei anni per portargli un po’ di bene. Per dare un po’ di speranza all’età che più ne ha bisogno. Niente. Meno di niente.</p>
<p>Eppure la mia generazione è quella che si è mangiata tutto quello che c’era, a scapito di chi è venuto dopo. Con le sue orrende seconde case ha ucciso la bellezza del paesaggio, con i suoi pensieri sgangherati e incoerenti ha ucciso la logica e l’etica, con i suoi desideri meschini ha abbassato l’orizzonte fino a disgustare perfino iddio. Ha tollerato di farsi governare da stirpi di nani lascivi, di scilipotidi osceni e di farabutti analfabeti. Ha messo a tutti i posti di comando gli uomini più mediocri e più vigliacchi. O le donne, se è per questo. Ha lodato filosofi inesistenti e scrittori senza talento. Ha accettato ogni compromesso, non ha mosso un dito contro gli abusi, ha isolato i dissenzienti e adorato i coristi. Non ha lasciato alla trasparenza una sola finestra, ha consumato ogni soperchieria senza vederla. All’insaputa perfino di se stessa. E’  ingrassata a spese dei propri figli.</p>
<p> Caro amico ti scrivo per ricordarti che non è sempre stato così. Tu ad esempio bene hai vissuto e pensato e scritto e dipinto, e tanta gioia hai dato come hai potuto. E hai saputo dire parole di speranza fino all’ultimo, anche ora. E il ricordo di alcuni della tua generazione è ancora quello che ci tiene in vita. Il resto è davvero buio: che i nostri figli trovino qualche luce altrove, che non la chiedano più a noi che non abbiamo più che la vergogna, quando va ancora bene. E io so che sono anche ingiusta. È parte del buio, parte della tristezza. Caro amico, ti scrivo il saluto della buonanotte. Che un angelo ci sfiori col suo riso, e la disperazione ci cada dal cuore. Domani.</p>
<p>Roberta De Monticelli        Il Fatto  3 maggio 2013</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/chinonrisica.wordpress.com/2578/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/chinonrisica.wordpress.com/2578/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chinonrisica.wordpress.com&#038;blog=3232929&#038;post=2578&#038;subd=chinonrisica&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il buon professore mette in castigo le idee degli esperti</title>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2013 19:16:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chinonrisica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giorgio Israel]]></category>
		<category><![CDATA[Il buon professore]]></category>
		<category><![CDATA[La scuola del sapere]]></category>
		<category><![CDATA[Orizzonte Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Resistere]]></category>

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		<description><![CDATA[Il buon professore mette in castigo le idee degli esperti da ORIZZONTE SCUOLA.IT Al Convegno che si è svolto a Roma l’8 aprile sulla «scuola dell’obbligo tra conoscenze e competenze» ha partecipato Claude Thélot, già presidente di una commissione sul futuro della scuola francese sotto la presidenza Chirac. Il Corriere della Sera l’ha intervistato presentandolo [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chinonrisica.wordpress.com&#038;blog=3232929&#038;post=2575&#038;subd=chinonrisica&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il buon professore mette in castigo le idee degli esperti da ORIZZONTE SCUOLA.IT</p>
<p>Al Convegno che si è svolto a Roma l’8 aprile sulla «scuola dell’obbligo tra conoscenze e competenze» ha partecipato Claude Thélot, già presidente di una commissione sul futuro della scuola francese sotto la presidenza Chirac. Il Corriere della Sera l’ha intervistato presentandolo come «uno dei più grandi esperti di problemi scolastici». Leggere cosa ha detto è istruttivo per capire chi sono questi “esperti” e in quali mani si vuole mettere la scuola europea.</p>
<p>Una premessa. La scuola non va bene in Francia. Lo ammette lo stesso Thélot, asserendo che circa il 15% per cento dei giovani esce dalla scuola dell’obbligo con conoscenze insufficienti e grandi difficoltà nell’applicarle, più o meno nella media europea. In realtà, se così fosse non sarebbe poi un gran disastro. Ma le cose stanno molto ma molto peggio. Per rendersene conto basta leggere il libro di Laurent Lafforgue e Liliane Lurçat, “La disfatta della scuola. Una tragedia incompresa” (ora tradotto in italiano da Marietti); e anche leggere i tanti rapporti di ricercatori francesi come Catherine Krafft. Il quadro che presentano è quello di un disastro senza precedenti, altro che 15%: intere generazioni che non sanno più scrivere e far di conto. Come accade da noi. L’altro giorno un collega si metteva le mani nei capelli di fronte a persone vicine ad andare a insegnare che ancora non capiscono perché la frazione ¼ si possa anche scrivere 0,25.</p>
<p>Lafforgue è un matematico di prim’ordine, una Field medal, l’equivalente del Nobel per la matematica. Nel 2005 ha dovuto dimettersi dall’Alto Consiglio dell’Educazione francese per aver scritto privatamente al presidente del medesimo che era assurdo chiedere consulenze a funzionari ed “esperti”: «Per me è esattamente come se fossimo un Alto Consiglio dei Diritti dell’Uomo e decidessimo di fare appello ai Khmer rossi per costituire un gruppo di esperti per la promozione dei Diritti Umani». Vista la composizione del Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU la prospettiva è ormai realtà… Ma Lafforgue è ingenuo come tutte le persone che credono ancora di poter parlare il linguaggio della verità e sa che chi ha ridotto la scuola francese in questo stato sono proprio i cosiddetti “esperti”, i teorici della “didattica delle competenze”, della scuola dell’autoformazione e del successo formativo garantito. Ha pagato caro per dirlo ma chiunque legga il suo libro o visiti il suo sito vi troverà una miniera di idee e di osservazioni che potrebbero davvero servire per iniziare a porre rimedio al disastro.</p>
<p>Si inizia a capire così perché un Thélot limiti la percentuale degli insuccessi a un modesto 15%: perché non può ammettere che le cose vadano tanto male, visto il potere che le persone come lui hanno avuto ed hanno sulla scuola, ma, al contempo, deve far capire che bisogna continuare a propinare la sua medicina. E cosa si frappone al successo totale della “cura”? In primo luogo, i professori, quei maledetti professori che non si adattano a fare quel che prescrivono gli esperti.</p>
<p>Sentite: «Scuola e professori tradizionalmente insistono sulle conoscenze: invece dovrebbero occuparsi meno di trasmettere il sapere e occuparsi più della crescita dei propri alunni». «Il docente – prosegue Thélot – deve essere prima di tutto uno specialista del successo dei propri studenti».</p>
<p>A questo punto qualsiasi persona ragionevole, non corrotta dal modo di “ragionare” aberrante di queste persone, vede in modo plateale la contraddizione. Che cos’è il “successo” a scuola? Conoscere e saper usare le conoscenze. Difatti non risulta che la scuola si occupi di altro che di “saperi”. Proprio Thénot lo conferma lamentando che troppi ragazzi abbiano insufficienti conoscenze e capacità di applicarle. E allora, come ottenere questo successo? Non trasmettendo conoscenza, per carità, ma trasformandosi in specialisti del successo degli studenti… Molto facile in realtà: basta trasformare la scuola in un paese dei balocchi, divertirsi di più e alla fine promuovere tutti. Successo formativo garantito.</p>
<p>Ma, risponderà l’esperto, non è questo che volevo dire. Intendevo che la vecchia scuola è troppo legata alla «trasmissione di conoscenze astratte». Così ci si vuol far credere che siano stati loro a scoprire che non basta ingurgitare passivamente nozioni, che bisogna assimilarle e saperle usare attivamente. In realtà, questa idea risale a Socrate ed è stata largamente applicata. Nel Regio Decreto istitutivo dei licei moderni in Italia, risalente addirittura al 1913, si poteva leggere:</p>
<p>«L’insegnante non trascurerà di sottoporre a osservazione o a esperimento la previsione, cui sarà pervenuto col ragionamento, per constatare se essa corrisponda alla realtà […] Gli alunni siano sempre attivi, trovino da sé, sotto la guida del professore, e non ricevano da lui solo direttamente il sapere bello e formato. Essi, entro certi limiti, devono ripetere per proprio conto e per vie abbreviate, il lavoro compiuto dalle passate generazioni nella conquista del sapere scientifico. […] non si dimentichi mai che si sa bene solo quello che si sa fare o applicare. […]».</p>
<p>Queste cose, chiare a qualsiasi buon insegnante, questi signori le propagandano come la scoperta dell’ombrello, sotto la voce della distinzione tra “conoscenze” e “competenze”. La scuola delle “conoscenze” sarebbe quella vecchia e “trasmissiva”, la loro scuola è quella delle “competenze”. Poi se chiedi come definirebbero le competenze, farfugliano centinaia di definizioni. Nella loro confusione mentale non riescono più neppure a mantenere la distinzione di cui sopra: competenze sono «conoscenze, capacità di applicarle in diversi contesti, attitudini e atteggiamenti mentali che favoriscono l’iniziativa autonoma e la capacità di apprendere e lavorare insieme agli altri». Bella novità. È soltanto cambiato il nome. In un’ottica minimamente corretta di cosa sia la scuola, queste capacità sono sempre rientrate nell’idea di conoscenza. Anzi, senza la capacità di dominare autonomamente i concetti appresi, non esiste alcuna conoscenza.</p>
<p>E allora perché questi vaneggiamenti nominalisti? Ma è chiaro. Perché, al fine di assoggettare la scuola al dominio di “esperti” che hanno come unica risorsa le loro teorie gestionali autoreferenziali e che, richiesti di spiegare come si dovrebbe far apprendere la matematica o la storia, non saprebbero produrre altro che i balbettamenti dell’ignoranza, bisogna distruggere contenuti, discipline, conoscenze specifiche e ridurre tutto a metodologia. Occorre fare degli insegnanti i meri esecutori dei precetti degli “esperti”, automi deprivati dell’unico strumento autonomo che possiedono: la conoscenza disciplinare.</p>
<p>E allora, per salvare la scuola bisogna proprio confidare negli insegnanti, quelli bravi e capaci, s’intende. Quelli che uno di questi “esperti” ha vergognosamente definito “sacca di resistenza”.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/chinonrisica.wordpress.com/2575/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/chinonrisica.wordpress.com/2575/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chinonrisica.wordpress.com&#038;blog=3232929&#038;post=2575&#038;subd=chinonrisica&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;importanza di chiamarsi Francesco</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 19:58:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chinonrisica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mssimo Fini]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Francesco]]></category>

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		<description><![CDATA[Un articolo molto significativo da quel genio irriverente e profondo di Massimo Fini. Una lettura diversa di un&#8217;elezione rapida, efficace, plaudita universalmente. Diversa da quella del nuovo Governo. L&#8217;importanza di chiamarsi Francesco di Massimo Fini &#8211; 19/03/2013 L&#8217;aspetto più interessante del nuovo Papa non è tanto che sia il primo Pontefice non europeo, latino-americano (anche [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chinonrisica.wordpress.com&#038;blog=3232929&#038;post=2573&#038;subd=chinonrisica&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Un articolo molto significativo da quel genio irriverente e profondo di Massimo Fini.<br />
Una lettura diversa di un&#8217;elezione rapida, efficace, plaudita universalmente. Diversa da quella del nuovo Governo.</p>
<p>L&#8217;importanza di chiamarsi Francesco<br />
di Massimo Fini &#8211; 19/03/2013</p>
<p>L&#8217;aspetto più interessante del nuovo Papa non è tanto che sia il primo Pontefice non europeo, latino-americano (anche se ha il suo significato), ma, com&#8217;è stato notato da molti, il nome che, con una certa temerarietà, Jorge Mario Bergoglio ha scelto di darsi: Francesco. San Francesco è infatti attuale e inattuale nello stesso tempo. E&#8217; attuale perchè predica un rapporto d&#8217;amore e di rispetto per la natura «Laudato sie, mi&#8217; Signore&#8230;. per messor lo frate sole&#8230;per sora luna&#8230;per frate vento&#8230;per sor&#8217;acqua&#8230;per sora nostra matre terra»-Laudes Creaturarum).<br />
E&#8217; insomma un ecologista &#8216;ante litteram&#8217; ( dove il termine &#8216;ecologia&#8217; va inteso in un senso più ampio, spirituale), e oggi finalmente, anche se con fortissime opposizioni, ci si sta rendendo conto che se continuiamo sul passo preso a partire dalla Rivoluzione industriale finiremo per distruggere il pianeta e, con esso, noi stessi.<br />
E&#8217; inattuale perchè predica la povertà e non si tratta semplicemente della solita attenzione agli &#8216;umiliati e offesi&#8217;, tipo, modernamente, Madre Teresa di Calcutta o Dame di San Vincenzo, ma è un invito alla sobrietà, a spogliarsi dei beni materiali che è rivolto a tutti. San Francesco è insomma un pauperista e il pauperismo va in direzione diametralmente opposta all&#8217;attuale modello di sviluppo basato sull&#8217;accumulo continuo della ricchezza. San Francesco, come ho scritto più volte, anche su questo giornale, sarebbe oggi molto più rivoluzionario di Marx e di Adam Smith.<br />
Tornando sulla terra, cioè al Francesco oggi Papa, che il popolo cattolico, con una fretta e una superficialità tutta moderna, vorrebbe &#8216;subito santo&#8217; , è chiaro che la scelta di un Papa non europeo, non nord-americano, ha un significato preciso. Vuol dire che la Chiesa considera l&#8217;Occidente propriamente detto completamente desacralizzato, secolarizzato, ormai irrecuperabile e cerca miglior sorte in altri lidi. Quando nel 1880 Friederich Nietzsche proclama « la morte di Dio » non fa che constatare, con un certo anticipo poichè era un genio, che Dio è morto nella coscienza dell&#8217;uomo occidentale. Una volta che è morto, spiritualmente, Dio non è resuscitabile.<br />
Un&#8217;altra cosa mi è piaciuta nell&#8217;uomo Jorge Mario Bergoglio diventato Papa Francesco. I giorni precedenti l&#8217;elezione del Pontefice e quelli del Conclave sono stati ammorbati da un&#8217;assordante grancassa dei mass media, soprattutto televisivi, mentre sulla piazza si faceva un tifo nazionalistico altrettanto rumoroso e non molto dissimile da quello per Barcellona-Milan (non per nulla un quotidiano argentino ha paragonato Bergoglio a Messi). Nel suo breve discorso Papa Francesco ha chiesto, nel chiasso generale, un momento di silenzio e lo ha ottenuto. E anche questo è del tutto inattuale in una società che non sa più sopportare il silenzio, che applaude, grottescamente, persino i suoi morti e dove gli uomini e le donne pur di non rimanere soli con se stessi si rimbambiniscono ascoltando le musichette dei giochini dell&#8217;iPhone.<br />
Se poi Papa Francesco sarà in grado di realizzare i propri intenti, questo solo Dio, se mai esiste, lo puo&#8217; sapere.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/chinonrisica.wordpress.com/2573/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/chinonrisica.wordpress.com/2573/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chinonrisica.wordpress.com&#038;blog=3232929&#038;post=2573&#038;subd=chinonrisica&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Governi amici o Governi complici?</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 18:38:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chinonrisica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giudici nominati dalla politica in Trentino]]></category>
		<category><![CDATA[Governi "complici" dell'Autonomia]]></category>
		<category><![CDATA[inciucio in Trentino]]></category>

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		<description><![CDATA[Credo che il Trentino avrà più ragioni di altri per guardare con attenzione e cautela al nuovo governo che sta per nascere. Da molti anni ormai sento parlare di governi “amici o nemici dell’Autonomia”da parte di una classe dirigente che ha condiviso molte delle responsabilità del disastro italiano. Il Trentino felix, ha sempre guardato con [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chinonrisica.wordpress.com&#038;blog=3232929&#038;post=2571&#038;subd=chinonrisica&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che il Trentino avrà più ragioni di altri per guardare con attenzione e cautela al nuovo governo che sta per nascere.<br />
Da molti anni ormai sento parlare di governi “amici o nemici dell’Autonomia”da parte di una classe dirigente che ha condiviso molte delle responsabilità del disastro italiano.<br />
Il Trentino felix, ha sempre guardato con sufficienza le disgrazie del resto del Paese. E stranamente i Governi nazionali succedutisi nel tempo, pur di diverso colore politico, non hanno, forse volutamente, prestato sufficiente attenzione alle contraddizioni che in questa terra di confine venivano a crearsi.<br />
In nome dell’Autonomia, totem tanto intangibile quanto travisato ed opportunisticamente pilotato, la nostra Provincia ha assistito ad un governo del territorio comunque osannato ed indicato come esempio da seguire. Il problema è che ad essere indicati come modello sia dai governi di Berlusconi che da quelli di Prodi possono sorgere dei dubbi: che sia questo modus operandi che ci vuole sempre laboratorio il vero antenato dell’inciucio?<br />
Non si spiega altrimenti una riorganizzazione scolastica che, prendendo l’avvio da un protocollo di intesa con il ministro Moratti ( governo Berlusconi) ha condotto ad una riforma elogiata dal ministro Gelmini ( ancora governo Berlusconi), con il beneplacito di sindacati tradizionalmente vicini al mondo della sinistra e attraverso l’appoggio totale del ministro Fioroni ( governo Prodi).Il quale addirittura reintrodusse l’obbligo di recuperare le insufficienze nelle scuole superiori prima dell’inizio del nuovo anno scolastico. Ovunque, ma non in Trentino.<br />
Lo stesso ministro dichiarava in una conferenza stampa dell’ottobre 2007 : &#8220;Quarantadue studenti su cento vengono ammessi con debito alla classe successiva, solo 1 su 4 lo recupera, ma gli altri vanno avanti comunque. Sarebbe imperdonabile  prendere atto di questa situazione e non fare nulla. Per questo ho deciso di stabilire una data, il 31 agosto, e comunque prima che inizi il nuovo anno scolastico, per accertare di aver colmato le lacune. Le scuole organizzeranno corsi e faranno verifiche anche durante tutto l&#8217;anno, ma l&#8217;ultima chiamata dovra&#8217; essere fatta prima che ricomincino le lezioni: chi ha saldato andra&#8217; avanti, chi ha bisogno di piu&#8217; tempo si fermera&#8221;&#8216;.<br />
Evidentemente gli studenti trentini godono di impagabili capacità di recupero , ignote ai colleghi del resto d’Italia.<br />
I successivi governi, di centrodestra o tecnici, ( Gelmini o Profumo) non si sono curati di sanare questa evidente ingiustizia, che obbliga gli studenti del resto d’Italia a recuperare i votacci accumulati, mentre le insufficienze trentine ( i poveri docenti sono obbligati d’imperio a definirle eufemisticamente”carenze”!), pur se rimangono inalterate nel tempo e riguardano materie essenziali, “evaporano” ( letteralmente, dai verbali dei Collegi Docenti), non lasciando alcuna traccia di sé nell’immacolato curriculum scolastico degli studenti  locali. Che pur essendo come gli altri, devono apparire migliori a tutti i costi.<br />
Con ciò lasciando che il buon senso e la parità di trattamento dei cittadini anneghino nell’ipocrisia bipartisan concessa dai governi romani all’ ”autonomia amica”.<br />
I governi centrali, berlusconiani , prodiani o tecnici, hanno accettato di buon grado, inoltre, l’evidente forzatura, nemmeno prevista a livello statutario, della nomina di due giudici amministrativi ad opera del Consiglio provinciale.<br />
Giuristi di fama e semplice comune sentire vorrebbero che la politica stesse lontana dall’amministrazione della giustizia. Ogni contaminazione tra le due è pericolosa. Ne hanno fatto una bandiera gli elettori di sinistra, scandalizzati dalle molteplici prese di posizione sui giudici da parte di Silvio Berlusconi. Ma i paladini dell’indipendenza giudiziaria – i ministri Flick e Mastella dei governi  Prodi &#8211;  non hanno mosso un dito per sanare questa anomalia tutta locale, che investe la giustizia di cui il cittadino ha più bisogno: quella amministrativa.<br />
Capolavoro finale, in attesa dell’Autonomia integrale,invocata da Lorenzo Dellai che vorrebbe attribuire al Trentino la competenza sulla giustizia, un decreto legislativo del 2011, controfirmato da Silvio Berlusconi e da Raffaele Fitto &#8211; noti rappresentanti della sinistra estrema &#8211; consente alla Provincia Autonoma di integrare la sezione di controllo della Corte dei Conti con un componente designato dai Consigli Provinciali, con oneri ( intorno ai 200.000 euro annui) a carico dei contribuenti trentini.<br />
Fitto, Berlusconi, Prodi, Mastella,Flick, Fioroni, Gelmini e Moratti. Un  perfetto governo di larghe intese, amico di chi ha gestito e vorrebbe continuare a gestire il territorio, nemico dell’Autonomia  vera dei Trentini, che hanno diritto, senza accordi al ribasso o strani do ut des sempre poco chiari, ad una scuola dignitosa, a tribunali amministrativi lontani da ogni ingerenza politica e ad un controllore che non sia costretto ad avere accanto il presidio del controllato. Al rispetto, in buona sostanza, della Costituzione e dello Statuto.<br />
.<br />
Ecco perché un governo di larghe intese, con ministri di provenienze politiche diverse non mi induce a sperare in un cambiamento vero per il Trentino. Mentre altrove l’inciucio lo si teme, in Trentino lo si vive. Da tempo. A scapito dei cittadini, blanditi con le briciole della ricchezza che l’Autonomia ha prodotto e per il solo interesse di governi- nazionali e locali- complici, piuttosto che amici.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/chinonrisica.wordpress.com/2571/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/chinonrisica.wordpress.com/2571/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chinonrisica.wordpress.com&#038;blog=3232929&#038;post=2571&#038;subd=chinonrisica&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Si scrive &#8220;Larghe intese&#8221; si legge &#8220;Pappa e Ciccia&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Apr 2013 20:21:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chinonrisica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Caterina va in città]]></category>
		<category><![CDATA[inciucio sempiterno]]></category>
		<category><![CDATA[larghe intese]]></category>
		<category><![CDATA[pappa e ciccia]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi le chiamano larghe intese, ma si potrebbero definire PAPPA E CICCIA. Dal film &#8220;Caterina va in città&#8221; una scena che sintetizza in modo struggente questa costante alleanza tra &#8220;destra&#8221; e &#8220;sinistra&#8221;. I poteri forti contro il popolo sovrano. Aizzato nelle piazze e nei talk show, gabbato nelle molteplici manifestazioni di un inciucio che dura [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chinonrisica.wordpress.com&#038;blog=3232929&#038;post=2568&#038;subd=chinonrisica&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi le chiamano larghe intese, ma si potrebbero definire PAPPA E CICCIA. Dal film &#8220;Caterina va in città&#8221; una scena che sintetizza in modo struggente questa costante alleanza tra &#8220;destra&#8221; e &#8220;sinistra&#8221;. I poteri forti contro il popolo sovrano. Aizzato nelle piazze e nei talk show, gabbato nelle molteplici manifestazioni di un inciucio che dura da decenni.<br />
Servono un nuovo Risorgimento e un nuovo 25 aprile.</p>
<p><span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='500' height='312' src='http://www.youtube.com/embed/3QOfqzynyrg?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/chinonrisica.wordpress.com/2568/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/chinonrisica.wordpress.com/2568/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chinonrisica.wordpress.com&#038;blog=3232929&#038;post=2568&#038;subd=chinonrisica&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Progetto Forconi</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Apr 2013 20:13:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chinonrisica</dc:creator>
				<category><![CDATA[il fatto quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Travaglio]]></category>
		<category><![CDATA[progetto forconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Il Fatto Quotidiano del 15 aprile 2013 Progetto Forconi di Marco Travaglio Sono 15 anni che i dirigenti del centrosinistra (sempre gli stessi), fan di tutto per costringere i loro elettori (sempre meno numerosi) a inseguirli con i forconi. Per loro fortuna hanno elettori molto pazienti e tolleranti, roba che al confronto Giobbe era [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chinonrisica.wordpress.com&#038;blog=3232929&#038;post=2564&#038;subd=chinonrisica&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Da Il Fatto Quotidiano del 15 aprile 2013</p>
<p>Progetto Forconi<br />
di Marco Travaglio</p>
<p>Sono 15 anni che i dirigenti del centrosinistra (sempre gli stessi), fan di tutto per costringere i loro elettori (sempre meno numerosi) a inseguirli con i forconi. Per loro fortuna hanno elettori molto pazienti e tolleranti, roba che al confronto Giobbe era un nevrastenico. E, almeno finora, hanno salvato la ghirba. Adesso però i forconi si avvicinano, se è vero (ma forse è uno scherzo) che i candidati del Pd al Colle sono quelli che si leggono sui giornali: Amato, Finocchiaro e Marini (ma solo perché Oetzi s&#8217;è detto indisponibile, e pare perfino che sia morto). Amato si ritirò dalla politica la prima volta vent&#8217;anni fa, aprile &#8217;93, quando cadde il suo primo governo pieno di ministri inquisiti: &#8220;Per cambiare dobbiamo trovare nuovi politici. Per questo, confermo che ho deciso di lasciare la politica, dopo questa esperienza da primo ministro. Solo i mandarini vogliono restare sempre e io sono in Parlamento ormai da dieci anni&#8221;. Infatti nel &#8217;94 divenne presidente dell&#8217;Antitrust grazie a B., ancora riconoscente per il suo decreto salva-Fininvest dell&#8217;84 contro i pretori cattivi. Infatti, in tre anni di Antitrust, Amato non si avvide mai del trust berlusconiano in fatto di tv e pubblicità. Nel &#8217;97 annunciò il suo secondo ritiro dalla politica: &#8220;Torno all&#8217;insegnamento a tempo pieno, non potrò avere altri incarichi&#8221;. Tantopiù che aveva maturato una pensioncina di 31 mila euro al mese. Meno di un anno dopo, rieccolo al governo: ministro delle Riforme con D&#8217;Alema. Talmente bravo che nel &#8217;99 B. voleva lui o la Bonino al Quirinale, poi ripiegò su Ciampi. Che fu rimpiazzato, al Tesoro, proprio da Amato. Nel 2000 cadde anche D&#8217;Alema e Amato mise le mani avanti: &#8220;Io al posto di D&#8217;Alema? Per me il problema non esiste&#8221;. Infatti subito dopo tornò a Palazzo Chigi al posto di D&#8217;Alema. Anche perché intanto era morto Craxi e il fax di Hammamet, che da anni vomitava dispacci sul ruolo di Amato nel sistema finanziario del Psi, si era provvidenzialmente spento. Così, di ritiro in ritiro, Amato ha messo insieme una collezione di poltrone che nemmeno Divani &amp; Divani: quattro volte deputato, due volte premier, due volte ministro del Tesoro, e poi ministro dell&#8217;Interno, presidente Antitrust, vicepresidente della Convenzione europea, presidente della Treccani, della Scuola superiore Sant&#8217;Anna di Pisa e del Comitato dei garanti per i 150 anni dell&#8217;Unità d&#8217;Italia, consulente di Deutsche Bank, consigliere di Monti per i tagli ai costi della politica (mai fatti, of course ). Infatti ha scritto a Repubblica : &#8220;Non faccio parte della casta&#8221;. Ora B. lo rivuole sul Colle, il che è comprensibile. Molto meno comprensibile che, a indicarlo, sia il Pd. Se non, appunto, nell&#8217;àmbito del geniale Progetto Forconi. Che aiuta a spiegare anche la scelta della Finocchiaro. Ieri, replicando al &#8220;miserabile Renzi&#8221;, la Ségolène de noantri ha dichiarato restando seria: &#8220;Non mi sono mai candidata a nulla&#8221;. Si vede che la candidano gli altri a sua insaputa. Parlamentare da otto legislature, ministro delle Pari opportunità, presidente della commissione Giustizia, capogruppo, candidata a governatore di Sicilia e ovviamente trombata, celebre per il bacio a Schifani neopresidente del Senato, ma anche per il sì al Ponte sullo Stretto e all&#8217;immunità parlamentare. Se l&#8217;inciucio e la casta avessero una faccia, la sua sarebbe perfetta.<br />
Notoriamente schiva e modesta, nel &#8217;96 dichiara di avere &#8220;tutti i titoli per essere ministro della Giustizia&#8221;. Un&#8217;altra volta le sentono dire: &#8220;Un uomo, col mio curriculum, l&#8217;avrebbero già fatto presidente della Repubblica&#8221;. Al Quirinale sarebbe la prima donna ma soprattutto la prima consorte di un imputato: il marito Melchiorre Fidelbo è da oggi alla sbarra a Catania per truffa alla Regione, avendo ottenuto un appalto senza gara. Figurarsi la serenità dei giudici se la sua signora diventasse capo del Csm.<br />
Signori del Pd, ma siete diventati matti?</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/chinonrisica.wordpress.com/2564/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/chinonrisica.wordpress.com/2564/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chinonrisica.wordpress.com&#038;blog=3232929&#038;post=2564&#038;subd=chinonrisica&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.&#8221; (Eleanor Roosevelt)</title>
		<link>http://chinonrisica.wordpress.com/2013/03/27/il-futuro-appartiene-a-coloro-che-credono-nella-bellezza-dei-propri-sogni-eleanor-roosevelt/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Mar 2013 16:09:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chinonrisica</dc:creator>
				<category><![CDATA[briciole]]></category>

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		<description><![CDATA[Da tanto tanto tempo non apro il mio blog.Ad ogni tentativo venivo colta dall&#8217;incapacità, da un senso di inutilità e di stanchezza.Avrei bisogno di scrivere tanto, su tante cose,per tanto tempo, svelandomi e scoprendomi, quasi, in questo spazio virtuale. L&#8217;ho fatto con forza, rabbia, vigore, spudoratezza ed entusiasmo in questi 5 anni di vita del [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chinonrisica.wordpress.com&#038;blog=3232929&#038;post=2561&#038;subd=chinonrisica&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Da tanto tanto tempo non apro il mio blog.Ad ogni tentativo venivo colta dall&#8217;incapacità, da un senso di inutilità e di stanchezza.Avrei bisogno di scrivere tanto, su tante cose,per tanto tempo, svelandomi e scoprendomi, quasi, in questo spazio virtuale.<br />
L&#8217;ho fatto con forza, rabbia, vigore, spudoratezza ed entusiasmo in questi 5 anni di vita del mio piccolo blog.<br />
Ho risposto ad amici e nemici, sono stata querelata, ho ritrovato in queste pagine vecchi amici e antichi amori, ho fatto la conoscenza di persone nuove e straordinarie, lontanissime, vicinissime, inaspettate.<br />
Aprire il blog è stato spesso emozionante, un&#8217;esperienza ricca di sorprese umane.<br />
Che è successo alla mia voglia di confronto? Che ne è stato del furore con cui mi sono cimentata con questa novità che, per una signora d&#8217;età quale io sono, è insolita e forse bizzarra?<br />
La realtà mi pesa da tempo, con le difficoltà e i pessimismi che in passato ho spesso rintuzzato e represso.<br />
Vivere mi affatica: se guardo intorno a me  vedo ogni tipo di miseria, reale e quotidiana.<br />
E mi chiedo allora se serva sul serio essere una piccola donchisciotte o se non abbiano ragione gli altri, quelli che delegano,che si fidano per non darsi da fare, che sperano nella buona fede altrui, salvo poi pentirsene. Quelli che vivono per sè,senza voler salvare il mondo e nemmeno il proprio vicinato.<br />
Alla vigilia dei miei 56 anni e nel quinto anno di vita di chinonrisica sento le batterie scariche e il desiderio di guardare nello specchio i capelli già d&#8217;argento e gli occhi che brillano meno.<br />
Mi conosco e so che basterebbe assai poco per riprendere il desiderio di combattere ancora. Ma la scintilla tarda e la cenere avanza verso il legno acceso. Non è da me arrendermi alle batoste( tremende, diversissime e defatiganti) di questi anni.Mi pentirei mille volte di ogni scelta non fatta, di ogni voce inascoltata, di ogni rassegnazione assecondata.<br />
&#8220;Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.&#8221; (Eleanor Roosevelt). Senza sogni la vita è un calendario triste. Ma vivere di sogni serve solo a farci compiangere dal prossimo più smaliziato.<br />
La sintesi di tutto ciò è difficile e amara. Anche se da tutto, anche dalle peggiori legnate, si può imparare e, magari, vivere con maggiore pienezza.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/chinonrisica.wordpress.com/2561/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/chinonrisica.wordpress.com/2561/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chinonrisica.wordpress.com&#038;blog=3232929&#038;post=2561&#038;subd=chinonrisica&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Per chi votano gli operai?</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 18:39:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chinonrisica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bersani e Vendola senza il voto operaio]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[Dario Di Vico]]></category>
		<category><![CDATA[laburisti senza lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e voto]]></category>

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		<description><![CDATA[Giorni difficili per la formazione del nuovo governo. Con il Partito Democratico che applica ideologie polverose e il PDL che sciorina ,per la Presidenza della Repubblica,nomi che fanno inorridire. Intanto i cittadini consumano meno, sono sempre più disoccupati, sempre più poveri. I balletti della politica hanno fatto perdere entusiasmo e passione agli Italiani e Dario [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chinonrisica.wordpress.com&#038;blog=3232929&#038;post=2559&#038;subd=chinonrisica&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Giorni difficili per la formazione del nuovo governo. Con il Partito Democratico che applica ideologie polverose e il PDL che sciorina ,per la Presidenza della Repubblica,nomi che fanno inorridire.<br />
Intanto i cittadini consumano meno, sono sempre più disoccupati, sempre più poveri.<br />
I balletti  della politica hanno fatto perdere entusiasmo e passione agli Italiani e Dario Di Vico, sul Corriere di oggi, racconta come hanno votato (e per chi) coloro che hanno votato.</p>
<p>I laburisti senza lavoratori<br />
Il Corriere della Sera  12 marzo 2013</p>
<p>E venne il giorno in cui si capì per bene che gli operai avevano snobbato il centro-sinistra di Pierluigi Bersani. Le analisi del voto suddivise per categorie socio-professionali elaborate negli ultimi giorni dall’osservatorio LaPolis (Ilvo Diamanti) e dall’Ipsos vanno, infatti, nella stessa direzione: la coalizione Pd-Sel è al terzo posto nel voto operaio dopo il Movimento 5 Stelle ma anche dopo il Pdl.</p>
<p>Secondo i dati LaPolis Beppe Grillo ha preso addirittura il 40% dei consensi delle tute blu (per Ipsos si sarebbe fermato al 29%), il Pdl il 25,8% (24% per Ipsos) e il centro-sinistra 21,7 (20% secondo Ipsos). Successo di Grillo a parte si può obiettare che non è la prima volta che il voto degli operai premia il centro-destra.</p>
<p>Esiste un’ampia letteratura sull’abbinata tessera Fiom/scheda Lega e nelle tornate precedenti ogni qual volta Silvio Berlusconi ha prevalso nel risultato finale ha sempre ottenuto buonissime performance anche nelle fabbriche. In questo caso, però, la sorpresa è più viva perché il Pdl ha complessivamente perso una valanga di voti rispetto al 2008 e la coalizione Bersani si è caratterizzata nella campagna 2013 con un posizionamento di tipo laburista.</p>
<p>La copertina del settimanale Left – che esce allegato all’ Unità – con le effigi di Bersani, Camusso, Fassina, Orfini e la scritta «ecco chi sono quelli che Monti vuole silenziare», se vogliamo, è un piccolo documento del clima politico e della dialettica che si era creata nel periodo dei comizi.</p>
<p>Il rischio per il Pd è, però, che alla fine si sia rivelato un laburismo senza operai, la proposizione di una cultura politica «forte» scissa dalle dinamiche reali. «Invece di tentare di mettere insieme l’enciclica di Ratzinger e Mario Tronti – commenta lo storico Giuseppe Berta – Fassina avrebbe dovuto fare i conti con la realtà di tutti i giorni.</p>
<p>Non è un caso che Vendola a Taranto abbia preso ben poca cosa. La verità è che si sta prospettando un centro-sinistra senza referenti sociali, tenuto su da un salvagente ideologico e dalla mobilitazione civile contro Berlusconi». Eppure qualcuno aveva avvisato per tempo il gruppo dirigente di Bersani. Nel giugno del 2011 era stato proprio il Pd a commissionare alla Swg un’indagine «sulla condizione operaia in Italia», i cui risultati sono stati ben presto chiusi in un cassetto.</p>
<p>Cosa diceva la ricerca? Che le tute blu si consideravano politicamente orfane e sindacalmente fredde e, se a quella data il 31% si riconosceva ancora nel centro-sinistra, la maggioranza relativa degli intervistati (il 42%) prendeva le distanze dalla politica in quanto tale e diceva di non sentirsi rappresentato da nessuno.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/chinonrisica.wordpress.com/2559/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/chinonrisica.wordpress.com/2559/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chinonrisica.wordpress.com&#038;blog=3232929&#038;post=2559&#038;subd=chinonrisica&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Giovanna Giugni</media:title>
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		<title>8 marzo per tutte</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Mar 2013 17:56:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chinonrisica</dc:creator>
				<category><![CDATA[8 marzo per tutte]]></category>
		<category><![CDATA[fiori e fatti]]></category>
		<category><![CDATA[menomimosa]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricordiamoci di tutte le donne, in questo 8 marzo di cambiamenti e di crisi: delle giovani e delle anziane, delle lavoratrici e delle disoccupate, delle madri di famiglia e di chi non vuole o non può essere madre, delle più emarginate e di quelle che invece sembrano avere tutto dalla vita, delle italiane e delle [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=chinonrisica.wordpress.com&#038;blog=3232929&#038;post=2557&#038;subd=chinonrisica&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordiamoci di tutte le donne, in questo 8 marzo di cambiamenti e di crisi: delle giovani e delle anziane, delle lavoratrici e delle disoccupate, delle madri di famiglia e di chi non vuole o non può essere madre, delle più emarginate e di quelle che invece sembrano avere tutto dalla vita, delle italiane e delle straniere.<br />
Ricordiamoci che l&#8217;umanità che ci accomuna deve essere più forte del pregiudizio e delle meschinità a cui, troppo spesso, vogliono ridurre i nostri rapporti, in un mondo a misura d&#8217;uomo.<br />
Ricordiamo il valore della complementarietà e la bellezza della specificità.<br />
Ricordiamoci di mantenere alta la bandiera della dignità e del rispetto, partendo da quello che dobbiamo a noi stesse e ai nostri sogni e progetti.</p>
<p>Un augurio affettuoso a tutte le signore di passaggio sul blog!</p>
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