Nel preparare un testo per mio padre, mi commuove riascoltare “Riturnella”.
Quando si pensa alla canzone popolare del Meridione, il pensiero va subito a Napoli.Ma il regno delle Due Sicilie, e la sua cultura, era anche altro.
“Riturnella” è un antico motivo popolare calabrese.Riecheggia lo stile dei cantastorie, che svolgono un’intera narrazione su di un supporto musicale semplice e ossessivamente ripetitivo.
E’ una storia d’amore semplice e struggente, nella quale ritrovo parole e accenti della mia infanzia, di conversazioni tra le zie, in un piccolo paese sul mare.Testo e ( doverosa) traduzione con un consiglio: cercare su youtube la versione di Eugenio Bennato:
Tu rinnina chi vai
Tu rinnina chi vai
lu maru maru
Ohi riturnella
Tu rinnina chi vai lu maru maru
Ferma quannu ti dicu
Ferma quannu ti dicu
Dui paroli
Ohi riturnella
Ferma quannu ti dicu dui paroli
Vorria iettari nu
Vorria jettari nu
Suspiru a mari
Ohi riturnella
Vorria jettari nu suspiru a ma
Pe vidiri si mi rispunni
Pe vidiri si mi rispunnie
A lu miu beni
Ohi riturnella
Pe vidiri si mi rispunni allu miu beni
Nun mi rispunni, ah no
Nun mi rispunni, ah no
E’ troppu luntanu
Ohi riturnella
Nun mi rispunni, ah no, e’ troppu luntanu
E’ sutta na friscura
E’ sutta na friscura
Chi sta durmennu
Ohi riturnella
E’ sutta na friscura chi sta durmennu
Poi si rivigghia cu
Poi si rivigghia cu
Lu chiantu all’occhi
Ohi riturnella
Poi si rivigghia cu lu chiantu all’occhi
Si stuja l’occhi e li
Si stuja l’occhi e li
Passa lu chiantu
Ohi riturnella
Si stuja l’occhi e li passa lu chiantu
Piglia lu muccaturu
Piglia lu muccaturu
Lu vaju a llavu
Ohi riturnella
Piglia lu muccaturu lu vaju a llavu
Poi ti lu spannu a nu
Poi ti lu spannu a nu
Pedu de rosa
Ohi riturnella
Poi ti lu spannu a nu pedu de rosa
Poi ti lu mannu a Na…..
Poi ti lu mannu a Napuli a stirare
Ohi riturnella
Poi ti lu mannu a Napuli a stirare
Poi ti lu cogghiu a la
Poi ti lu cogghiu a la
napulitana
Ohi riturnella
Poi ti lu cogghio a la napulitana
Poi ti lu mannu c’u
Poi ti lu mannu c’u
Ventu a portari
Ohi riturnella
Poi ti lu mannu c’u ventu a portari
Ventu va portacellu
Ventu va portacellu
Allu miu beni
Ohi riturnella
Ventu va portacellu allu miu beni
Mera pe’ nun ti cada
Mera pe’ nun ti cada
Pe’ supra mari
Ohi riturnella
Mera pe’ nun ti cada pe’ supra mari
Ca perda li sigilli
Ca perda li sigilli
De chistu cori
Ohi riturnella
Ca perda li sigilli de chistu cori
tu,che passeggi in riva al mare
corro a gettare il sospiro a mare
per vedere se il mio amore mi risponde
non mi risponde, no, è troppo lontano
è all’ombra che sta dormendo
poi si risveglia con il pianto agli occhi
si asciuga gli occhi e gli passa il pianto
prendi il fazzoletto te lo vado a lavare
poi te lo stendo ai piedi della rosa
e te lo mando a Napoli a stirare
poi lo riprendo alla napoletana
te lo mando con il vento
vento và, e portalo al mio amore
bada che non ti cada in mare
perchè ha aperto i sigilli del mio cuore

rìnnina=rondine (almeno in siciliano)
Da: gaetano su 28 agosto 2010
alle 7:38 am
Vero! Ho anch’io il sospetto che una rondinella ci stia. Ma davanti ad una traduzione codificata non ho voluto mettere naso. Ma credo, Gaetano, che tu abbia ragione
Da: chinonrisica su 30 agosto 2010
alle 4:57 pm
guardatevi questo video.
E’ la canzone di Bennato ma le immagini vi spiegano il significato della canzone.
Paragona l’emigrazione della rondine all’emigrazione umana, in particolar modo (da quanto ho capito nei commenti) all’esodo di massa degli italiani in america in seguito al regno delle due sicilie.
Io non sono calabrese e non conosco il dialetto ma secondo me è così:
E’ una donna che parla…
Rondine che voli sul mare
fermati che ti devo parlare:
Corri e getta il mio sospiro al mare
per vedere se il mio amore mi risponde.
Non mi risponde, no, è troppo lontano
è all’ombra che sta dormendo
poi si risveglia con le lacrime agli occhi
si asciuga gli occhi e smette di piangere.
Prendo un fazzoletto e te lo vado a lavare
poi te lo stendo su una pianta di rose
poi te lo mando a Napoli per stirarlo
poi te lo piego alla napoletana
poi te lo mando con il vento
vento, vai e portalo al mio amore
attento che non ti cada in mare
che perdo i sigilli del mio cuore
Da: Tommyk3 su 17 ottobre 2010
alle 12:29 am
Con la partecipazione del mio coinquilino.
Da: Tommyk3 su 17 ottobre 2010
alle 12:40 am
Bellissimo video e acuta interpretazione. Ogni volta che ascolto Riturnella mi commuovo ed anch’io, con mio padre, sono un’emigrata. Grazie a Tommyk3 e al coinquilino( calabrese?)
Da: chinonrisica su 19 ottobre 2010
alle 3:31 pm
Son contento che ti piaccia!
Io sono sardo e il mio coinquilino siciliano.
In un certo senso pure noi siamo emigrati visto che viviamo al nord.
Tu dove stai? sei calabrese?
Si apprezza di più la nostra terra quando siamo lontani.
In bocca al lupo per tutto!
Da: Tommyk3 su 21 ottobre 2010
alle 3:38 pm
Io vivo a Trento e il mio papà è calabrese.E’ vero che si scopre quanto si è legati alle proprie radici quando sembrano lontane…Sembrano,però. Perchè io sono meridionale nel cuore e vivo con fatica questa dualità.
In bocca al lupo anche a voi, cari coinquilini!
Da: chinonrisica su 22 ottobre 2010
alle 3:19 pm
anch’io vivo a trento e sono calabrese, ieri in uno spettacolo teatrale ho avuto l’occasione di sentirla dal vivo, davvero emozionante e soprattutto la soddisfazione di sentirla a trento
Da: linpier su 9 maggio 2011
alle 9:51 pm
Peccato che mi sia sfuggito questo spettacolo teatrale! Sono stata in Calabria a Pasqua, dopo anni. I monti con la neve, i ruscelli con l’acqua chiara e il mare lontano….avrei voluto essere un brigante d’altri tempi! Si potrebbe fondare il circolo trentino degli amici di “Riturnella”.
Da: chinonrisica su 10 maggio 2011
alle 1:24 pm
Bellissima canzone, ogni volta che la sento mi viene la pelle d’oca. Sono figlio di calabresi, questa canzone mi riporta a quando ero ragazzino e la sentivo cantare la sera tardi d’estate nel mio paese sull’aspromonte. E’ un ritorno alle origini che porto nel sangue e un sospiro al cuore che porto nel petto.
Dopo anni che non la sentivo mi ci sono imbattuto per caso a Torino nella serata di chiusura della fiera del libro cantata da Bennato. E’ stata una sensazione fantastica,è stato un immediato ritorno a quelle serate calabresi.
Da: Paolo su 26 maggio 2011
alle 8:56 am
Ti capisco. Anche per me ascoltare Riturnella è come affrontare un viaggio a ritroso. Il ritmo intenso, l’accento , la malinconia del testo….Una magia, che Bennato rievoca brillantemente.
Ciao, caro Paolo, da calabrese a calabrese ( pur se di seconda generazione).
Da: chinonrisica su 27 maggio 2011
alle 6:49 pm
bellissima canzone da scoprire è la storia della calabria e fare finalmente radici, un uomo senza radici muore presto e non dà frutti.
Da: Luigi Malavenda su 7 settembre 2011
alle 5:48 pm
Scoprire la Calabria, la sua storia e la sua musica è un omaggio a mio padre, calabrese emigrato.
Ho scoperto un libro di storia locale in cui compare, tra gli abitanti fotografati in un paese dell’alto Tirreno, mio nonno.
E’ stata un’emozione, come se un po’ di me vivesse in quelle foto, in quella storia.
Questo post su Riturnella è piaciuto a molti che, evidentemente, hanno il mio stesso sentire.
Da: chinonrisica su 7 settembre 2011
alle 7:50 pm
mi sento vicino a quella frase che apre il suo blog e alla musica popolare in generale da calabrese come lei.grazie
Da: nino Garoffolo su 17 settembre 2011
alle 6:42 am
Grazie a lei, Nino. Il post di Riturnella ha aperto un mondo di nostalgie e di orgoglio per chi, come me e come tanti, vive lontano da una terra alla quale sente di appartenere.
E la frase che apre il blog è di un calabrese come noi.
Grazie per le sue parole: gli appassionati della musica viva e struggente del sud, mi hanno, inaspettatamente, fatto compagnia sul blog.
Da: chinonrisica su 18 settembre 2011
alle 2:45 pm
un saluto ai calabresi sparsi in tutto il mondo..io sono ancora qui nella nostra amata terra! credo che abbia ragione Tommyk3. Non so se sia effettivamente una donna a cantare ma a mio parere “nu pedu de rosa” va tradotto “la pianta di rose”…non sono i piedi. Nu pedu/peru …in calabrese è tutto l’albero/pianta
Da: Perdiqua su 19 settembre 2011
alle 11:05 am
Grazie per il contributo! Non si impara mai abbastanza.
Un saluto alla Calabria lontana.
Da: chinonrisica su 19 settembre 2011
alle 2:39 pm
Ciao, sono Yvon, sono hollandese di Delft e ho una domanda. Ho letto ‘Viaggio in Italia’ di Goethe. Vicino a Agrigento Goethe ha visto ‘rinninen e ridenen’. Gli uccelli sono la mia passione, ma questi uccelli non so. Ho trovato ll vostro blog (che bello il canzone!) e ho trovato che rinninen sono i rondini. Vorrei sapere come si chiama i ridenen (ridena) in italiano? Le sa Lei? Spero che li sa o mi poù dire dove posso informarmi.
Scusi per l’italiana imperfetto.
Cari saluti,
Yvon
Da: Yvon su 26 novembre 2011
alle 9:58 pm
Gentile Yvon, spero di poterle essere d’aiuto dicendole che si dovrebbe trattare di una “rondine”.
Grazie per il suo commento. Arrivederci
Da: chinonrisica su 28 novembre 2011
alle 9:45 pm
“tu,che passeggi in riva al mare corro a gettare il sospiro a mare”
tu rondine che vai per il mare vorrei lanciare un sospiro a mare….
“poi te lo stendo ai piedi della rosa” poi te lo stendo su una pianta di rosa…
“poi lo riprendo alla napoletana” poi lo raccolgo alla napoletana…
piccoli errori ma anche io che sono calabrese avrei difficoltà a tradurre un testo in dialetto genovese
) saluti a tutti
Da: Salvo su 10 dicembre 2011
alle 8:31 pm
Grazie! Non avrei mai pensato che pubblicare il testo di Riturnella ( una canzone che adoro) portasse a tanti commenti. Tutti attenti, tutti graditi, tutti animati da eguale amore verso un testo evidentemente molto più apprezzato di quanto immaginassi.
Da: chinonrisica su 12 dicembre 2011
alle 9:03 pm